Descrizione

‟La felicità fa paura. La cerchi ma in realtà speri sempre di non trovarla mai per davvero, e anche quando sotto sotto senti di averla a portata di mano, fai finta di niente, la ignori. Per paura che qualcuno se ne accorga e possa strappartela dalle braccia.”
Al centro delle storie che Renga viene raccontando c'è un uomo che si aggira raccogliendo oggetti, oggetti raccolti apparentemente senza motivo. Un mazzo di chiavi trovato in strada. Un aquilone. Una vecchia sveglia. L'uomo raccoglie quello che trova in una stanza illuminata dai raggi del sole che passano tra le assi malferme del tetto. Sono piccoli oggetti che assumono via via la forma di ali. Ali che hanno fatto volare? Ali che non voleranno mai? Vero è che sono scampoli di vita delle persone che li hanno posseduti, usati, persi. Finestre aperte su altre esistenze. E finestre su altre esistenze o su segmenti diversi della vita dell'io narrante sono le storie che fanno corona a questo episodio. L'infanzia dolceamara della campagna. L'adolescenza che morde il freno. La vita adulta avvitata dolorosamente intorno alle fatiche della vita coniugale. La memoria di una mano maternissima che accarezza i capelli. La morbida eleganza di un corpo di donna. Attraverso continui flashback, i singoli episodi vengono stabilendo la distanza fra il superstite che ora si guarda esistere e la forza del suo passato, fra la sua inadeguatezza e l'ansia di volare via. Lo si potrà fare con ali di ferro e cartone?

Conosci l’autore

Francesco Renga

Francesco Renga (Udine, 1968) è una delle voci più importanti della musica leggera italiana. Negli anni ottanta lavora con un gruppo che prima si chiama Precious Time, che poi si farà conoscere come Timoria. Nel 2000 approda alla carriera di solista e nel 2005 vince il Festival di Sanremo. Nel 2007 esordisce come scrittore con Come mi viene (Feltrinelli) e al contempo fa uscire l’album Ferro e cartone, il suo quarto album di sette. Al suo attivo anche un paio di album dal vivo e diverse raccolte.

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