Descrizione

‟Germania segreta” è un'espressione che Furio Jesi riprende dal poeta tedesco Stefan George e che indica un programma poetico e politico: trasferire nella società quotidiana i valori assoluti dell'arte, secolarizzando il mito e mitizzando la storia. Nella cornice di una Germania atemporale, luogo della sintesi tra eros e comunità, si staglia inquietante la doppia figura del ‟fanciullo divino” e del ‟vate”. Di questo manifesto politico-artistico-estetico che circola nel mondo tedesco tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e che negli anni trenta sarà assunto dal nazismo come annuncio anticipato del proprio trionfo, Jesi traccia un lucido profilo centrando l'attenzione soprattutto sulla produzione di Thomas Mann (da I Buddenbrook a Doktor Faustus) e di Rilke (in particolare le Elegie Duinesi), ma prendendo anche in considerazione Reinrich Mann, Kraus, Broch e Hesse.
Germania segreta è l'analisi di un motivo letterario diventato mito politico, metafora, simbolo, segno culturale trasmesso e fatto proprio in una stagione di crisi della cultura collettiva; letto cioè come presagio, e accolto come risorsa su cui si concentrano le attese, le promesse e le disperazioni di un gruppo umano provato dalla storia e frustrato nelle proprie speranze.

Conosci l’autore

Furio Jesi

Furio Jesi, nato a Torino nel 1941 e morto a Genova nel 1980, dapprima studioso di egittologia, si è poi dedicato alla germanistica e alla scienza del mito sulla scorta della lezione metodologica di Károl Kerényi. Vero e proprio “puer doctus”, già all’età di dieci anni discuteva con grande competenza di Iliade e Odissea. A quindici abbandona il corso di studi tradizionale del liceo per studiare “sul campo”, andando a fare ricerca diretta sui grandi siti archeologici del Mediterraneo, a cominciare da Samotracia, l’isola greca nei pressi dell’attuale Turchia europea, dove avrebbe avuto origine il grande culto della Dea madre. Anche fine germanista, Jesi rimarrà pur sempre ancorato al campo della mitologia, di cui dà una lettura storicista, in netto contrasto con l’egemone interpretazione mitopoietica delle destre, che a partire dal Romanticismo riescono a trasformare il mito in una vera e propria macchina politica di produzione del consenso. Ha insegnato alle università di Palermo e Genova, ha tradotto Rilke, Canetti, Dumézil. Delle sue molte opere ricordiamo: Materiali mitologici (Einaudi, 1979), Cultura di destra (Garzanti, 1979), Letteratura e mito (Einaudi, 1981), L’accusa del sangue (Morcelliana, 1992). Feltrinelli ha pubblicato nel 1995 una riedizione del suo importante saggio del 1967 Germania segreta. Miti nella cultura tedesca del 900.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Febbraio, 1995
Collana: 
Universale Economica
Pagine: 
240
Prezzo: 
7,75€
ISBN: 
9788807813160
Genere: 
Tascabili 
Contributi: 
David Bidussa