Descrizione

Da dove cominciare di fronte a questo enorme libro di più di seicento pagine, a confronto del quale I Buddenbrook sembra un embrione? Una summa, un puzzle, una storia di famiglia che non risale alla nonna o alla bisnonna, ma al xvi secolo in quelle lande che sarebbero diventate la Mitteleuropa. Péter Esterházy è il discendente dei principi Esterházy d’Ungheria, famiglia di aristocratici vicini a imperatori e re. Quando, nel 1949, il partito comunista impone un regime stalinista, la famiglia di Péter decide di restare piuttosto che andare in esilio.
Il libro è diviso in due parti, la prima parte racconta, in 371 paragrafi, la storia della famiglia dal 1500 in poi mentre la seconda è dedicata alle vicende degli Esterházy a partire dal 1900. Nella lunga carrellata storica, ciascun antenato maschio viene chiamato "mio padre" e, dopo un primo attimo di straniamento, si sprofonda in una storia che da familiare diventa quella di un’intera umanità o, più esattamente, quella della nobiltà mitteleuropea e non solo, che viaggiava, studiava e si sentiva ovunque a casa propria. "La narrazione naturalmente non è lineare, non sarebbe da Péter Esterházy, accanito sperimentatore, vero ‘pierino’ della letteratura, pronto a sbeffeggiare tutto ma non alieno da autentiche, toccanti commozioni. Anche il titolo del libro alle prime può suonare come una beffa. Prende in prestito quello di una composizione musicale settecentesca di un rampollo della famiglia, musicista dilettante. In realtà la storia di questa famiglia, così com’è raccontata, è quanto di più disarmonico e stridente si possa immaginare. È piena di impiccagioni, decapitazioni, torture, stupri, tradimenti […]. Ma di questa ‘armonia’ c’è anche una giustificazione più profonda. Sta nell’irriducibile, irrefrenabile ottimismo dell’autore. Come spavaldo sperimentatore, egli crede profondamente che l’apparente insensatezza delle cose abbia un senso, che tutto il nostro annaspare, anche la più assurda casualità, possa diventare parte di qualcosa, di un disegno." (Giorgio Pressburger)

Premi e Riconoscimenti

  • 2004 - Grinzane Cavour per la narrativa straniera - Grinzane Cavour per la narrativa straniera

Conosci l’autore

Péter Esterházy

Péter Esterházy (1950-2016), discendente da una delle più nobili e antiche famiglie aristocratiche ungheresi, è autore di numerosi romanzi: in Italia Garzanti ha pubblicato I verbi ausiliari del cuore (1988), Il libro di Hrabal (1991), La costruzione del nulla (1992) e Lo sguardo della contessa Hahn-Hahn (1995); ma è con Harmonia Cælestis (Feltrinelli, 2003) che ha riscosso un grandissimo successo internazionale. Con quest’opera ha vinto il Premio ungherese per la Letteratura e il Premio Sándor Márai nel 2001, il Premio Grinzane per la narrativa straniera nel 2004 e il Premio speciale della giuria Città di Bari nel 2006. Esterházy ha anche vinto il Premio per la pace dei librai tedeschi nel 2004 e il Premio letterario internazionale Pablo Neruda nel 2006. Feltrinelli ha pubblicato in seguito L’edizione corretta di Harmonia Cælestis (2005), Una donna (2008), Non c’è arte (2012) e Esti (2017).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Aprile, 2003
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
712
Prezzo: 
22,00€
ISBN: 
9788807016271
Genere: 
Narrativa 
Curatore: 
Giorgio Pressburger
Traduttore: 
Giorgio Pressburger
Traduttore: 
Antonio Sciacovelli