Descrizione

Nel primo decennio del dopoguerra, il Partito comunista italiano obbligava i suoi militanti a narrare pubblicamente e a scrivere la propria autobiografia. Questa pratica era importata dall’Unione Sovietica, ma le sue radici erano ancora più antiche della rivoluzione d’Ottobre.
Perché il partito rivolgeva alla propria base una simile richiesta? Perché i militanti aderivano senza riserve (almeno in apparenza) a una pratica che provocava anche sofferenza? Qual era l’intreccio tra la coazione e il desiderio di scrivere? Il libro intende rispondere a queste domande sulla base del più vasto fondo documentario esistente in Italia, che raccoglie oltre milleduecento autobiografie scritte da comunisti bolognesi. La ricerca intreccia molteplici punti di osservazione: il rapporto tra la pratica autobiografica e la religione, la riproduzione degli squilibri nei processi di alfabetizzazione come fondamento dei rapporti di potere all’interno dell’organizzazione politica, l’importanza delle letture dei militanti nella costruzione dei racconti, e infine gli scarti tra la narrazione e la norma che pretendeva di regolarla.

Conosci l’autore

Mauro Boarelli

Mauro Boarelli è nato a Macerata nel 1962. Ha conseguito il dottorato di ricerca in storia all'Istituto universitario europeo di Firenze. Vive e lavora a Bologna, dove si occupa di programmazione culturale presso un ente pubblico. In questo ambito professionale ha curato progetti nel campo della comunicazione storica e della musica etnica.
La sua attività di ricerca è orientata principalmente verso il rapporto tra le culture popolari, l'azione politica e il conflitto sociale nell'età contemporanea. A questo filone si affiancano pubblicazioni sulle relazioni tra storia, letteratura e teatro.
Per il teatro ha scritto Leldorado, insieme a Nicola Bonazzi.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2007
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
281
Prezzo: 
19,00€
ISBN: 
9788807104251
Genere: 
Saggistica, Università