Descrizione

Come Kertész, B., una delle figure centrali del libro, è scrittore e traduttore: autore di genio, improvvisamente si uccide. Keserü, il suo editore e amico, il cui nome significa ‟amaro”, si sente obbligato a compiere una ricerca volta da un lato a scoprire i motivi del suicidio e dall’altro a trovare l’ultimo romanzo di B., all’interno del quale è convinto di trovare spiegazione non solo del gesto dell’amico ma, più radicalmente, dell’esistenza e del senso del dolore. B. era un uomo che condivideva con pochi l’inizio della propria vita, essendo nato in un campo di concentramento e sentendosi profondamente segnato da questa origine. Era una sorte così strana che alla sua morte la polizia a lungo si interroga sul significato del tatuaggio che B. aveva sulla gamba: in tutto e per tutto simile al ‟marchio” che veniva inflitto ai prigionieri dei campi, di solito fatto sul braccio. B. era sopravvissuto ai campi e anche alla dittatura, ma il costo di tutto questo era stato alto: convinto che il mondo fosse dominato dal Male e popolato da assassini, aveva trovato nella morfina l’unico modo per continuare a vivere. Keserü, la cui casa editrice sta per essere messa in liquidazione – dopo che è stato liquidato anche il regime ungherese – si aggrappa al sogno di ristabilire un compiuto senso dell’esistenza attraverso il capolavoro nascosto di B. Le ricerche porteranno a scoprire che Judit, ex moglie dello scrittore scomparso, aveva ricevuto da B. il libro ma, dopo averlo letto, ne aveva eseguito le istruzioni, bruciandolo. Giocato su diversi registri narrativi (lettere, testi teatrali, racconti), metafora di una realtà instabile e sempre in movimento, Liquidazione parla della frammentazione e della perdita dei punti di riferimento, dello smantellamento di un mondo. In liquidazione la casa editrice di Keserü, in liquidazione il regime comunista, in liquidazione la vita di B. Ma, per il gusto del paradosso che caratterizza Kertész, è stata proprio la liquidazione del campo di concentramento che ha permesso allo stesso B. di sopravvivere.

Conosci l’autore

Imre Kertész

Imre Kertész (1929-2016), nato a Budapest, è stato deportato nel 1944 ad Auschwitz e liberato a Buchenwald nel 1945. Tornato in Ungheria nel 1948, ha lavorato prima come giornalista, poi per mantenersi ha iniziato a tradurre (tra gli altri Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein) e a scrivere romanzi e opere per il teatro. Il libro Essere senza destino (Feltrinelli, 1999; premio Flaiano 2001) per molto tempo non ha trovato un editore in Ungheria, una volta uscito è stato ignorato e il suo autore messo al bando. Kertész, che ha dovuto attendere il crollo del muro di Berlino per vedere riconosciuta la propria opera, in patria e all’estero, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2002 e il premio Lettura del Grinzane Cavour nel 2008. Feltrinelli ha pubblicato anche Fiasco (2003), Liquidazione (2005), Kaddish per il bambino non nato (2006), Storia poliziesca (2007) e Dossier K. (2009).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Marzo, 2005
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
115
Prezzo: 
14,00€
ISBN: 
9788807016738
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Antonio Sciacovelli