Descrizione

Bernardo Provenzano rappresenta l’ultimo padrino del Novecento. La sua cattura, dunque, si presta a una radiografia conclusiva di ciò che è stata la mafia in Italia e in Sicilia negli ultimi cinquant’anni. La caccia al padrino di Corleone, raccontata in presa diretta da Pietro Grasso, può fungere (oltre che da emozionante cronaca di una storica operazione di contrasto a Cosa nostra) da ‟pretesto” per riaggiornare le famose ‟lezioni di mafia” a suo tempo scritte da Giovanni Falcone. L’intervista a Grasso affronta i temi più ‟curiosi” che appassionano l’opinione pubblica: lo stile di vita di un boss che tutti immaginano come un Re Mida e invece vive in una masseria e si nutre di miele e cicoria; la capacità di ‟governare” una regione intera (e forse di più) da un buco medievale del corleonese servendosi di un ancestrale sistema di comunicazione, quello dei ‟pizzini” scritti a fatica da un uomo che ‟ha la seconda elementare non finita”. Il ‟sistema Provenzano” era una rete non soltanto criminale ma perfettamente inserita in quella ‟borghesia mafiosa” che offre personale alle professioni, all’imprenditoria, alla politica. Interessante il quadro che le indagini offrono sulle scelte operate dal boss per inaugurare la stagione della ‟mafia invisibile”, dopo la sconfitta della strategia stragista di Riina e della cupola corleonese. I ‟pizzini” di Provenzano offrono uno spaccato antropologico interessantissimo del ‟provenzanismo”: il rapporto con Cosa nostra, con gli altri capi, con il mondo esterno, con la famiglia di sangue e con la famiglia mafiosa, con la moglie e i figli. Il rapporto con la politica e con il mondo degli imprenditori: il pizzo, il ‟governo” degli affari, gli appalti. E, infine, come contraltare alla mafia, uno sguardo allo schieramento opposto: Palermo e il suo ventre molle, l’appello inascoltato di Grasso a non candidare inquisiti o sospettati, il palazzo di giustizia, il passato e il presente, gli errori dell’Antimafia, le disattenzioni dei governi e della politica.

Conosci l’autore

Pietro Grasso

Pietro Grasso è entrato in magistratura nel 1969. È stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra e procuratore capo a Palermo. Dall’ottobre 2005 al gennaio 2013 è stato procuratore nazionale antimafia. Nel marzo del 2013 è stato eletto presidente del Senato. Ha pubblicato numerosi libri tra cui, da Feltrinelli: Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano (2007; con Francesco La Licata) e Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia (2017).

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Francesco La Licata

Francesco La Licata ha cominciato nel 1970 lavorando in cronaca per ‟L’Ora di Palermo” e poi occupandosi delle più importanti vicende siciliane: la scomparsa di Mauro De Mauro, l’assassinio del procuratore Pietro Scaglione, la guerra di mafia e i processi che ne scaturirono. All’inizio degli anni ottanta è chiamato al “Giornale di Sicilia”. Dal 1989 è alla “Stampa”. Ha scritto (con Galluzzo e Lodato) Falcone vive (Flaccovio), la prima intervista concessa dal giudice e ripubblicata nel 1992 dopo la strage di Capaci. Nel 1993 esce per Rizzoli Storia di Giovanni Falcone, una biografia del giudice supportata dalle testimonianze di Anna e Maria Falcone. Il libro – che ha ispirato la fiction televisiva di Raiuno – è stato riedito, nel 2002, da Feltrinelli. La Licata scrive per cinema e televisione, fa parte della redazione di Blu Notte, Misteri d’Italia, il fortunato programma tv di Carlo Lucarelli, e ha partecipato alla sceneggiatura del film Convitto Falcone (2012). In passato ha collaborato anche con “l’Espresso”, “Epoca” e con il settimanale televisivo “Mixer” di Giovanni Minoli. Recentemente ha scritto, con il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Pizzini,veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano (Feltrinelli, 2007) e, con Massimo Ciancimino, Don Vito (2010).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Marzo, 2008
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
176
Prezzo: 
13,00€
ISBN: 
9788807171529
Genere: 
Saggistica 
Contributi: 
Emanuele Macaluso