Descrizione

Da Mazzini a Mussolini, da Garibaldi a D’Annunzio, dai partigiani della Resistenza rossa e dell’“occasione perduta” ai neofascisti e ai brigatisti, i ritorni di fiamma sono una cifra di lungo periodo della storia d’Italia. Nel fare l’Italia e nella dialettica tra Stato e Nazione, a ogni svolta epocale – dall’Italia liberale a quella fascista, a quella repubblicana – si sono riproposti fronti alternativi inconciliabili, con i corrispondenti miti e politiche della memoria. Dall’eterna contrapposizione tra guelfi e ghibellini a quella tra repubblicani e monarchici, neutralisti e interventisti, fascisti e antifascisti, terroristi e vittime del terrorismo. Si fa l’Unità, ma Garibaldi è un vincitore-vinto; si vince la Grande guerra, ma è una “vittoria mutilata”; il fascismo prende il potere, ma tradisce la rivoluzione; la repubblica nasce dalla Resistenza, ma al governo va la Democrazia cristiana. 
La nostra storia è piena di svolte deludenti per tanti, alcuni dei quali reagiscono spezzando la propria vita in due, un prima e un poi, e saranno gli “ex”; altri rivolgendo invece lo sguardo indietro, in una lunga serie di ritorni di fiamma. Le rispettive identificazioni hanno dato luogo a narrazioni individuali e racconti collettivi, in forma principalmente di finzione teatrale e memorialistica, con una rilettura a posteriori della propria rotta esistenziale. Le soggettività che si negano al fluire del tempo – intrecci di nati troppo tardi/nati troppo presto – hanno messo in scena così le loro recite, sul palco e nella vita, reinterpretando sé e la propria storia in un contesto però mutato. Sono state le riproposizioni di conflitti non sanati a favorire in molti la restaurazione di un’identità ormai appartenente al passato, quella di un’altra generazione o della propria giovinezza, rispolverando il “come eravamo”, che sottende un “come saremmo potuti diventare” se le cose fossero andate in un altro modo. È la testimonianza, fra il tragico e il farsesco, di itinerari, individuali e collettivi, inceppati, ma anche un passaggio di testimone identitario, che non si risolve, tra generazioni.

Conosci l’autore

Mario Isnenghi

Mario Isnenghi, uno dei più autorevoli storici italiani, è professore emerito dell’Università di Venezia, e presidente dell’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea. Studioso della storia dell’Italia otto-novecentesca, ha pubblicato fra l’altro: Le guerre degli italiani (Mondadori, 1989; il Mulino, 2005); Il mito della Grande guerra (Laterza, 1970, il Mulino, 2014); L’Italia in piazza (Mondadori, 1994; il Mulino, 2004); I luoghi della memoria (Laterza, 1997, 2010); Breve storia d’Italia ad uso dei perplessi (e non) (Rizzoli, 1998; Laterza, 2012); La tragedia necessaria. Da Caporetto all’Otto settembre (il Mulino, 1999, 2013); La Grande Guerra, con Giorgio Rochat (La Nuova Italia, 2000; Sansoni, 2004; il Mulino, 2008); Garibaldi fu ferito (Donzelli 2007, 2010; Feltrinelli, 2013); Gli Italiani in guerra. Conflitti identità memorie (direzione scientifica, 7 voll., Utet, 2008-2009); Storia d’Italia. I fatti e le percezioni dal Risorgimento alla società dello spettacolo (Laterza, 2011, 2014); Dieci lezioni sull’Italia contemporanea (Donzelli, 2011); Diario di un arcidiavolo (Donzelli, 2013), Ritorni di fiamma. Storie italiane (2014).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2014
Collana: 
Storie
Pagine: 
528
Prezzo: 
28,00€
ISBN: 
9788807111365
Genere: 
Saggistica