Descrizione

La differenza tra un rapper e un MC, Master of Ceremonies? Da una parte uno che sa fare semplici rime, dall’altra uno che usa il microfono con talento nell’arte del freestyle, uno che ammalia il pubblico e lo porta dove lui desidera. Ma l’hip-hop è più che un genere musicale: non si tratta “semplicemente” di rap, ma di un intero movimento culturale, fatto di B-boys, B-girls, MC’s, Writers, con radici profonde nella musica afroamericana e non solo. “Non è un gioco, questa è l’arte del rap,” parola di Ice-T.

Dal Facebook di Fabri Fibra:
7 novembre 2013
Molto interessante. Non perdetevelo.

Ne parlano i rapper italiani:

Marracash: E’ difficile rispondere alla domanda che fa Ice-T, cioè qual rima ti ha fatto diventare un rapper. Un pezzo che mi ha colpito particolarmente quando ero ragazzino è quello di un artista che si chiama Lou X che si chiama 5 minuti di paura, una storytelling appunto, forse uno dei primi street rap in assoluto in Italia, raccontava una storia un po’ di eroina, insomma la classica storia per cui vanno pazzi i ragazzi, alla Brian De Palma. Ecco, trovo che quel pezzo forse sia stato uno dei primi pezzi che mi ha spinto a fare questa roba perchè parla... Vedevo magari il rap come una cosa lontana perchè prima era molto autoreferenziale, nel momento in cui è entrato invece in ballo lo street rap, venendo io da un quartiere periferico ho cominciato ad immedesimarmi in questa cosa ed ho avuto voglia di farlo anche io. Poi effettivamente il rap nelle migliori sue espressioni è spesso criptico, ha un substrato culturale fatto di riferimenti e citazioni e di slang colloquiale che devi conoscere per capirlo veramente e spesso lo capiscono solo i giovani e i genitori non amano il fatto che i giovani amino questa musica. Effettivamente lì fa un esempio: se io racconto che alle sei di mattina vengono a bussarmi devi sapere che gli sbirri vengono a bussarti alle sei di mattina. Insomma, ci sono un sacco di robe per cui effettivamente spesso non è facile capire il rap. Un altro argomento, un altro motivo è che la gente tendenzialmente non ascolta il testo: siamo in un momento di pensiero semplice, per cui la gente vuole dei concetti semplici, molto facili, tende ad affidarsi al ritmo, ad un un’unica parola ripetuta, a degli slogan. Ormai negli anni penso che nessuno possa negare che Jay-Z ed Eminem siano due dei più grandi artisti a livello mondiale, per cui in The Art of Rap gli artisti che hanno cominciato il percorso negli anni 70 e 80 cercano di spiegare come è stato possibile creare dal nulla questo genere così sottovalutato, bollato di troppa semplicità ed ignorato all'inizio e così popolare oggi.

Paola Zukar (manager): The Art of Rap è un film bellissimo; sono un’appassionata di rap dal 1984 e questo film mi ha un po’ completato una parte del mosaico, del puzzle. Credo che esca al momento giusto, con la cosa giusta, perché adesso che anche in Italia i ragazzi stanno avvicinandosi per la prima volta alla musica rap veramente, intendo il grande pubblico (perché gli appassionati, i pionieri, ci sono sempre stati) adesso invece finalmente il rap fa un po’ concorrenza a quello che era un monopolio della musica tradizionale italiana che dominava la radio, la televisione, i talent, tutto. Credo che il film trasmetta molto bene la passione che questa musica riesce a dare. Al contrario della musica che in Italia è vissuta come intrattenimento, come colonna sonora, spesso poi quando si diventa grandi non si ascolta nemmeno più, la musica rap credo abbia insita un’energia totale che in The Art of Rap, secondo me, esce molto bene. Il rap incuriosisce in questo periodo, perchè diciamo che per l'Italia sia uno dei momenti peggiori... quindi secondo me il rap sta dando una chiave di lettura ai ragazzi più giovani che non seguono, giustamente, perchè sono completamente tagliati fuori da un certo tipo di linguaggio che può essere quello dei telegiornali, dei talk show, di un certo tipo di televisione, si sono appassionati ad internet e lì hanno scoperto il rap, non certo grazie alla tv. Quindi adesso che qualche strumento ce l’hanno e magari sono appassionati un po’ alla superficie del rap con questo film possono approfondire bene e, secondo me, già il fatto che si chiami The Art of Rap attirerà gente che in questo momento conosce Marracash, Fabri Fibra, Emis Killa e i Club Dogo; forse conoscono le canzoni magari un po’ più leggere di questi artisti,  ma poi possono approfondire non solo con i singoli, andando a sentire gli album, leggendo i loro testi e scoprendo così anche altri artisti che appartengono allo stesso genere. Se poi vedono il film conoscono il passato, capiscono certi meccanismi e sicuramente la cosa cresce.

Fabri Fibra: Il rap ha avuto successo anche perché nel nostro Paese ha ceduto la musica italiana con i soliti giri di Do e le rime cuore/amore. Ci voleva la novità ed è arrivato anche il momento del rap. Ora è super-esposto e ci sono dei risultati in classifica che non era facile immaginare. C’ho creduto fino dal mio ingresso in major ed ero certo che il rap meritasse molto più spazio di quanto non ne avesse cinque o sei anni fa in questo paese. L'inizio non è stato facile e molto è successo grazie alla rete. I miei album indipendenti, allora introvabili nei negozi di dischi, si sono sparsi nella rete in modo lento, ma inesorabile: oggi sono ovunque, nelle case e nelle playlist di moltissimi ragazzi e anche di molti rapper. Anche le major hanno giocato il loro ruolo. Ora sono arrivate anche le radio e le televisioni. Il rap è mainstream. Magari presto avrà anche una curva discendente, ma per ora è qui, e anche se calerà l’interesse, il rap è qui per restare.


TITOLO ORIGINALE:  Something from Nothing: The Art of Rap
DURATA: 113’ - PRODUZIONE: Usa - ANNO: 2012
FORMATO VIDEO: 16/9 1.85:1
AUDIO: 2.0 Dolby Digital Italiano e Originale con sottotitoli italiani.
TIPO DVD: dvd 9
Regia Ice-T   Montaggio Kieran Smyth   Co-regia Andy Baybutt   Prodotto da Paul Toogood   Produzione esecutiva Jolygoodfilms, Westmount Films e Final Level Entertainment    Produttori esecutivi Paul Toogood, Jorge Hinojosa, Ice-T, Alison Toogood

 

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Conosci l’autore

Ice-T

Tracy Marrow – vero nome di Ice-T – nasce il 16 febbraio 1958 a Newark, New Jersey. Rimasto orfano di entrambi i genitori, abbandona la città natale per Los Angeles, dove entra a far parte di una gang. Fortunatamente riesce a trovare la sua strada nella musica, iniziando nel 1983 con il singolo The coldest rapper, un’improvvisazione in rime basata su un vecchio pezzo di Jimmy Jam & Terry Lewis. È con Ya don’t know che Ice-T inizia a riscuotere consensi, candidandosi a primo rapper della West Coast. Parallelamente all’attività di rapper, si dedica anche a quella di attore, recitando – oltre che in diversi film – anche nella serie tv Law and Order, in cui – ironia della sorte – interpreta proprio un poliziotto. Per Feltrinelli “Real Cinema”, The Art of Rap (2013).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2013
Collana: 
Real Cinema
Pagine: 
80
Prezzo: 
16,90€
ISBN: 
9788807741050
Genere: 
Home Cinema