Descrizione

Due persone s’incontrano. Hanno alle spalle vite molto diverse: uno è un politico, l’altro uno storico. Trent’anni li separano, li unisce un’antica amicizia e una provenienza comune (Torino, l’antifascismo). Il più giovane incalza il più vecchio con domande sulla sue scelte politiche passate, e sul mondo di oggi. Anni fa Vittorio Foa rimproverò a chi era stato comunista di aver avvolto nel silenzio la propria esperienza. Ma forse è esistito anche un silenzio di Vittorio Foa, una reticenza che questo dialogo cerca di rompere. Che cosa pensa Foa, che comunista non è mai stato, della fine del comunismo? Come considera oggi la propria attività politica nel periodo dello stalinismo, tra la sconfitta subìta dalla sinistra il 18 aprile 1948 e i primi anni cinquanta? Come vede oggi gli anni settanta, la propria vicinanza ai gruppi di estrema sinistra, la decisione di allontanarsi dalla politica imponendosi un periodo di silenzio? Sono alcune delle molte domande che punteggiano questo dialogo, serio e a tratti scherzoso, come succede in una conversazione tra due amici. Sullo sfondo una domanda più generale: come si cambia, come s’impara, come si diventa ciò che si è?

Conosci l’autore

Vittorio Foa

Vittorio Foa (1910-2008), laureato in giurisprudenza, nel 1933 entra nel movimento Giustizia e Libertà. Arrestato due anni dopo, viene condannato a quindici anni di reclusione dal Tribunale speciale fascista. Partecipa attivamente alla Resistenza come dirigente del Partito d’Azione. Nel 1946 viene eletto deputato all’Assemblea costituente e negli anni cinquanta è segretario nazionale della Fiom e membro della segreteria della Cgil. A partire dal 1964 insegna Storia contemporanea nelle Università di Modena e Torino. Ritiratosi, ha vissuto a Formia fino alla morte avvenuta nell’ottobre del 2008. Ha pubblicato, tra l’altro, presso Einaudi: Il Cavallo e la Torre. Riflessioni di una vita (1991), Questo Novecento (1996), Lettere della giovinezza (1998), Il tempo del sapere. Domande e risposte sul lavoro che cambia (con Andrea Ranieri, 2000), Passaggi (2000), Il silenzio dei comunisti (2002); presso Rosenberg e Sellier: La Gerusalemme rimandata. Domande di oggi agli inglesi di primo Novecento (1985). Con Feltrinelli ha pubblicato, insieme a Carlo Ginzburg, Un dialogo (2003).

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Carlo Ginzburg

Carlo Ginzburg (Torino, 1939) ha insegnato all’Università di Bologna, ad Harvard, Yale, Princeton e UCLA (University of California at Los Angeles), oltre che alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha pubblicato numerosi libri tra cui, presso Einaudi, I benandanti (1966), Il formaggio e i vermi (1976), Indagini su Piero (1981), Miti emblemi spie (1986), Storia  notturna (1988), Il giudice e lo storico. Considerazioni in margine al processo Sofri (1991, ristampato con aggiornamenti presso Feltrinelli nel 2006). Presso Feltrinelli ha pubblicato inoltre Occhiacci di legno (1998, Premio Viareggio), Rapporti di forza (2000), Nessuna isola è un’isola. Quattro sguardi sulla letteratura inglese (2002), Un  dialogo (con Vittorio Foa; 2003), Il filo e le tracce. Vero falso finto (2006), Tre figure. Achille, Meleagro, Cristo (con Catoni, Giuliani, Settis; 2013). Nel 2010, all’Accademia dei Lincei, gli è stato conferito il Premio Balzan.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2003
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
164
Prezzo: 
10,00€
ISBN: 
9788807170898
Genere: 
Saggistica