Descrizione

‟Ma non raggiungere la verità giudiziaria è una sconfitta dello Stato. È lo Stato che ha perso appunto perché non ha saputo colpire chi ha sbagliato. Perché in un modo o nell'altro, voglio dire direttamente o indirettamente, Pino è stato ucciso. E poi non è una questione di vincere o di perdere: semplicemente uno Stato che non ha il coraggio di riconoscere la verità è uno Stato che ha perduto, uno Stato che non esiste.”
Licia Pinelli

Licia e Pino si conobbero nel 1952 a un corso di esperanto, a Milano. Lei voleva imparare la ‟lingua universale” che avrebbe facilitato la comprensione tra i popoli e portato la pace; lui voleva prendere il diploma e insegnarlo. Comincia così la loro storia d'amore. Licia, che ha cominciato a lavorare come dattilografa a tredici anni, fa la segretaria e abita in un palazzo popolare in viale Monza. Quando finisce il lavoro fa a piedi il tragitto fino a casa con Pino. Parlano tanto, hanno ideali comuni e amano leggere. Dopo due anni di fidanzamento si sposano, nonostante le diffidenze dei genitori, e conducono una vita bohémien. Pino fa il ferroviere, è anarchico e, dato che con la nascita delle due figlie Licia lo spinge a uscire, si butta nella politica attiva. Per casa c'è sempre gente, e a Licia piace. Poi arriva la notizia della morte di Pino, che si sarebbe suicidato gettandosi dalla finestra della questura, nell'ufficio del commissario Calabresi. Licia non ci crede. Secondo lei, il marito è stato picchiato, creduto morto e buttato giù. Poi arriva l'omicidio Calabresi. Licia prova orrore alla notizia ma vuole sapere la verità e avere giustizia perché ha fiducia nello Stato di diritto. E, a quarant'anni di distanza, vorrebbe ancora la verità. Il racconto sobrio e mai retorico di questa vicenda molto privata, ma non ‟soltanto sua”, fondamentale per la storia d'Italia recente, è arricchito da una cronologia degli eventi più importanti dell'epoca, una bibliografia aggiornata, una raccolta di testimonianze di alcune personalità su Pinelli e un inserto di foto.

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Licia Pinelli

Licia Rognini Pinelli (Senigallia 1928) arriva a Milano a due anni, figlia di una sarta a domicilio e di un operaio della Pirelli. Mandata a Roma dagli zii nel '43 quando Milano è bombardata, vi tornerà dopo la Liberazione. Per qualche anno è iscritta al Pci. Fa l'impiegata. Sposa Giuseppe Pinelli nel 1955. Nascono Silvia e Claudia nel '60 e nel '61, e lei comincia a lavorare a casa. Dopo la morte di Pinelli si getta nella battaglia per ottenere verità e giustizia.

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Piero Scaramucci

Piero Scaramucci (Praga 1937 - Milano 2019). Giornalista. Inviato speciale alla Rai dove ha lavorato dal 1961 al 1992 per le testate radiofoniche e televisive. Dal 1992 al 2002 è stato direttore di Radio Popolare, che aveva contribuito a fondare nel 1976. Ha svolto attività sindacale: consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, cofondatore del Gruppo di Fiesole ed estensore dello Statuto della FNSI del 1999. Negli anni sessanta e settanta è stato militante di Lotta Continua e ha partecipato al Movimento dei giornalisti democratici. Svolge attività didattica per la formazione giornalistica. È stato vicepresidente del CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della Lombardia. Con Feltrinelli ha pubblicato insieme a Licia Pinelli Una storia quasi soltanto mia (2009).

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