Descrizione

Vandana Shiva è una scienziata ambientalista nota in tutto il mondo, tra gli esponenti di spicco del movimento democratico globale. In Il bene comune della Terra, Shiva fa il punto su quelle battaglie che anche grazie al suo contributo hanno assunto un rilievo internazionale – la lotta contro la privatizzazione delle risorse naturali, i brevetti sul vivente e l’impiego di organismi geneticamente modificati in agricoltura e nella produzione alimentare – riconducendole a un progetto politico, economico e culturale di democratizzazione della globalità.
L’autrice delinea dunque una alternativa alla globalizzazione economica, che giudica responsabile non soltanto della catastrofe ecologica imminente, ma anche dell’avvento dei fondamentalismi politici e religiosi.
Vandana Shiva considera i brevetti sul vivente e la privatizzazione delle risorse naturali come l’ultima frontiera di un colonialismo che aveva cominciato a manifestarsi già nel Sedicesimo secolo con la recinzione delle terre comuni britanniche. La privatizzazione delle risorse comuni, insieme alla progressiva erosione dei beni e dei servizi pubblici e all’indebolimento dei meccanismi democratici di controllo dell’economia, costituiscono una grave minaccia in termini di sostenibilità ecologica e di sopravvivenza sociale. Il declino della biodiversità avviene di pari passo con l’affermazione di una monocultura neoliberista che disprezza le diversità culturali e produce povertà ed emarginazione, innescando dei cicli di violenza che mettono a repentaglio la vita di milioni di individui.

Conosci l’autore

Vandana Shiva

Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, dirige il Centro per la scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali di Dehra Dun in India. È tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale. Attivista politica radicale e ambientalista, ha vinto il Right Livelihood Award o premio Nobel alternativo per la pace nel 1993, il City of Sydney Peace Prize nel 2010 e il Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace 2015. Ha scritto numerosi saggi, alcuni tradotti in italiano, fra cui: Sopravvivere allo sviluppo (Isedi, 1990; Utet, 2002); Monocolture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura scientifica (Bollati Boringhieri, 1995); Biopirateria. Il saccheggio della natura e dei saperi indigeni (Cuen, 1999); Vacche sacre e mucche pazze. Il furto delle riserve alimentari globali (Derive Approdi, 2001); Campi di battaglia. Biodiversità e agricoltura industriale (Ambiente, 2001); Terra madre: sopravvivere allo sviluppo (Utet, 2002); Le nuove guerre della globalizzazione (Utet, 2005); Dalla parte degli ultimi. Una via per i diritti dei contadini (Slow Food, 2007); India spezzata (il Saggiatore, 2008); Ritorno alla Terra. La fine dell’ecoimperialismo (Fazi, 2009); Semi del suicidio (Odradek, 2009). Con Feltrinelli ha pubblicato: Il mondo sotto brevetto (2002), Le guerre dell’acqua (2003), Il bene comune della Terra (2006), Fare pace con la Terra (2012), Storia dei semi ("Kids", 2013), Chi nutrirà il mondo? Manifesto per il cibo del terzo millennio (2015).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2006
Collana: 
Serie Bianca
Pagine: 
212
Prezzo: 
14,00€
ISBN: 
9788807171246
Genere: 
Saggistica 
Traduttore: 
Roberta Scafi