Descrizione

"Si ha il diritto ai 'diritti dell'uomo' se non si è cittadini?" si chiedeva Hannah Arendt nel suo "Le origini del totalitarismo". La sua non era una domanda retorica perché l'antisemitismo moderno inaugura un fenomeno nuovo nella storia contemporanea. Se inquadrato e analizzato a partire non tanto dalla pratica dello sterminio, bensì dal sistema di regole che lo precede, il problema dell'antisemitismo moderno rinvia al fatto che nella società civile si può diventare cittadini, ma si può percorrere anche l''iter' opposto: la retrocessione "da cittadino a straniero". Hannah Arendt ha sperimentato a lungo, con sofferenza accompagnata da estrema lucidità intellettuale, la sua condizione di 'apolide': straniera al mondo tedesco, osteggiata dalla sinistra e in conflitto radicale con il mondo ebraico di cui non condivideva atteggiamenti e scelte politiche. "Radicalità e solitudine" è il binomio della meditazione cui Hannah Arendt ritorna costantemente in questi scritti che coprono l'arco di più di venti anni fino al suo scambio epistolare con il grande storico della mistica ebraica Gershom Scholem, che, a proposito del suo libro su Eichmann ("La banalità del male"), la accusa di non amare il popolo ebraico. "Io non 'amo' gli ebrei," gli risponde Hannah Arendt, "sono semplicemente una di loro."
(David Bidussa)

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Hannah Arendt

Hannah Arendt (1906-1975), filosofa tedesca, allieva di Heidegger e Jaspers, emigrata nel 1933 dalla Germania in Francia a causa delle persecuzioni contro gli ebrei, dal 1941 ha insegnato nelle più prestigiose università degli Stati Uniti. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: Le origini del totalitarismo (Bompiani, 1978, 1982), Il futuro alle spalle (il Mulino, 1981), Sulla rivoluzione (Edizioni di Comunità, 1983), La disobbedienza civile e altri saggi (Giuffrè, 1985), Politica e menzogna (SugarCo, 1985), La vita della mente (il Mulino, 1987), Rahel Varnhagen (il Saggiatore, 1988), Vita activa (Bompiani, 1989, 1994), Tra passato e futuro (Garzanti, 1991), La lingua materna (Mimesis, 1993), Il pescatore di perle. Walter Benjamin 1892-1940 (Mondadori, 1993), Cos’è la politica (Edizioni di Comunità, 1995), Verità e politica (Bollati Boringhieri, 1995), Sulla violenza (Guanda, 1996), Ritorno in Germania (Donzelli, 1996); e con Feltrinelli: La banalità del male (1964), il carteggio con Jaspers, Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica (1988), Ebraismo e modernità (1993), Archivio Arendt. 1. 1930-1948 (2001), Archivio Arendt. 2. 1950-1954 (2003), Antologia. Pensiero, azione e critica nell’epoca dei totalitarismi (2006).

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Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2003
Collana: 
Universale Economica Saggi Rossi
Pagine: 
232
Prezzo: 
8,50€
ISBN: 
9788807812422
Genere: 
Tascabili 
Curatore: 
Giovanna Bettini

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