Descrizione

“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzionedi Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho
le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti.
I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano
la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente. Con questo libro vi porto in viaggio con me nella Rete padrona. È un viaggio nel tempo, per confrontare le speranze e i progetti più generosi di un ventennio fa con le priorità reali che plasmano oggi il mondo delle tecnologie. È un viaggio nei luoghi e nei paesaggi della California dove ho vissuto a lungo, che ritrovo sempre più affascinanti, ma in preda a una feroce divaricazione sociale tra le élite digitali e il resto della società. È un viaggio tra i personaggi che hanno segnato quest’epoca, da Bill Gates a Steve Jobs, a Mark Zuckerberg, e tra tanti altri profeti e visionari meno noti, che già stanno progettando le prossime fasi dell’innovazione.
Perché capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.”
Federico Rampini

Leggi un estratto (dall'Introduzione)

[...] Non sono un luddista contrario per principio al progresso tecnologico: se lo fossi, non avrei subìto l’attrazione irresistibile verso la modernità che mi spinse a emigrare in California. Volevo andare a vedere da vicino il laboratorio del futuro. Quella che state per leggere non è una lamentazione a senso unico sui danni di Internet e dei gadget digitali, anche se di alcune derive patologiche bisogna essere consapevoli: il progresso è tale se ne restiamo noi i padroni.
Sono convinto che, nel bilancio finale tra i costi e i benefici della modernità, ci sia ancora un segno positivo. Dobbiamo vaccinarci contro un pessimismo cosmico che troppo spesso è un handicap psicologico della Vecchia Europa, e dell’Italia in modo particolare. Tuttavia lo stesso dibattito americano, di cui vi racconto diversi episodi in queste pagine, è animato da una corrente modernissima di critici del totalitarismo tecnologico.
Una domanda che si pone, per cominciare, è questa: chi si è appropriato dei frutti economici di questo gigantesco balzo nella nostra produttività? In molte professioni, il ciclo lavorativo dura ormai quasi 24 ore su 24, siamo sempre reperibili, non smettiamo mai di consultare le nostre email, di ricevere e inviare sms. Ma a questa fantastica crescita della produttività non ha corrisposto un aumento dei nostri stipendi. Anzi, in tutto l’Occidente la maggioranza della popolazione lavorativa, ceto medio incluso, vive una prolungata stagnazione dei redditi, se non un arretramento nel tenore di vita rispetto all’Età dell’oro degli anni settanta-ottanta.
L’economia digitale gioca degli strani scherzi. Un esempio è quello illustrato dall’economista di Berkeley (ed ex ministro del Lavoro di Bill Clinton) Robert Reich, nel suo bel documentario Inequality for All. Reich rivela che il massimo profitto dalla vendita di ogni iPhone non va in Cina (dove vengono fabbricati e assemblati molti componenti) bensì in Germania, dove una minuscola cricca di ingegneri concepisce alcuni dei componenti più pregiati.
A un’era di abnorme dilatazione delle diseguaglianze, i “cattivi del web” reagiscono con la filantropia. Da Bill Gates a Mark Zuckerberg, è una nobile gara di generosità per aiutare i più deboli, i perdenti, gli sconfitti. Intanto nelle loro aziende continua a non esserci neppure l’ombra del sindacato. E colossi digitali come Apple e Google figurano tra i campioni mondiali dell’elusione fiscale. Il volto prepotente e malefico della Rete ci riguarda tutti. Sono loro i nuovi Padroni dell’Universo. Ogni cittadino del mondo deve conoscerli, per imparare a difendersi.

da La fine del grande sogno, di F. Rampini, "il venerdì di Repubblica" 29/08/2014
[...] E al prossimo appuntamento per un'intervista con lui, Bill Gates, mi spiegherà ancora una volta in modo convincente, quali passi da gigante la tecnologia ha consentito di fare per abbattere i costi di alcune cure mediche, vitali per la sopravvivenza di interi popoli.
Al tempo stesso avverto il pericolo che questa straordinaria facilitazione, che la Rete ci offre in tutte le attività umane, ci stia rendendo più superficiali, distratti, immersi in un frastuono di cose irrilevanti. Lo scibile umano è a portata di pochi gesti con i polpastrelli delle dita sul display uno smartphone, ma sappiamo davvero come utilizzare questa immensa quantità di conoscenze? Abbiamo ancora la disciplina per selezionare le cose importanti, imporci una gerarchia di valori e priorità? Fare il silenzio intorno a noi? Riflettere? Leggere un libro da cima a fondo, senza essere interrotti da email, sms, foto su Instagram e WhatsApp? [...]
 

Appuntamenti - e cene - con l'autore

- martedì 16 settembre alle 20.30 Rampini sarà ospite di Lilli Gruber a "Otto e mezzo" su La7
- mercoledì 17 settembre, Genova, La Feltrinelli Libri e Musica, via Ceccardi 16/24r , ore 21
- giovedì 18 settembre trasmissione video con l'autore su repubblica.it - feltrinellieditore.it - lafeltrinelli.it
- giovedì 18 settembre, Firenze, La Feltrinelli RED, Piazza della Repubblica, 26 - ore 18.30. A seguire cena con l'autore. Per informazioni e prenotazioni eventi.firenze@lafeltrinelli.it
- martedì 21 ottobre, Parma, La Feltrinelli strada Farini 17, ore 18.00. A seguire cena con l'autore. Per informazioni e prenotazioni direttore.parma@lafeltrinelli.it
- mercoledì 22 ottobre, Milano, La Feltrinelli Libri e Musica, Piazza Piemonte, ore 21.00

Video

Recensioni d'autore

  • Difendersi dal web è difficile per chi ci si è inoltrato a fatica, passo dopo passo; è possibile che chi ci è nato dentro e la considera una seconda pelle, come i nostri figli, sia molto meno ingenuo e sprovveduto. Non sono gli adulti scettici a far passare cattive nottate a Zuckerberg. Sono i giovani che, del gigante facebook, sembrano già stufi.

Conosci l’autore

Federico Rampini

Federico Rampini corrispondente della “Repubblica” da New York, ha esordito come giornalista nel 1979 scrivendo per “Rinascita”. Già vicedirettore del “Sole 24 Ore”, è stato editorialista, inviato e corrispondente a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino. Ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e al Master della Bocconi. È autore di numerosi saggi, tra cui: Il secolo cinese (2005) L’impero di Cindia (2007), Slow Economy (2009), Alla mia Sinistra (2011), Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale. Falso! (2012), Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (2012), Banchieri (2013). Con Feltrinelli ha pubblicato Rete padrona. Amazon, Apple, Google &c. Il volto oscuro della rivoluzione digitale (2014; 2015). Ha inoltre scritto e portato in scena due spettacoli teatrali: Occidente estremo, vi racconto il nostro futuro e All You Need Is Love, l’economia spiegata con i Beatles.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Settembre, 2014
Collana: 
Feltrinelli Fuochi
Pagine: 
288
Prezzo: 
18,00€
ISBN: 
9788807070365
Genere: 
Saggistica