Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Nella Roma degli anni ’40, divisa tra la spinta ottimistica della Liberazione e le miserie della guerra da poco alle spalle, Delia, moglie di Ivano e madre di tre figli, si alza ogni mattina prima dell’alba.
Moglie, madre. Questi sono i ruoli che la definiscono e questo le basta. Delia fa la fila per il pane, lava scale, rammenda, cucina e si impiega con alcuni lavori mal pagati fuori casa. Eppure per Ivano, marito autoritario e manesco, lei è un’incapace e lui non perde occasione per sottolinearlo, a volte con toni sprezzanti, altre direttamente con la cinghia. Ha rispetto solo per quella canaglia di suo padre, il sor Ottorino, un vecchio livoroso e dispotico di cui Delia è a tutti gli effetti la badante.
Dopo il fidanzamento della figlia Marcella, mentre prepara il corredo, Delia osserva il promesso sposo, un ragazzo borghese, gentile e pieno di premure.
Eppure in qualche sua frase affiora la prepotenza antica
degli uomini che comandano, controllano, puniscono. È allora che Delia capisce: Marcella deve avere un futuro diverso, e perché questo avvenga anche il suo stesso
futuro deve cambiare.
Delia non vale niente, così le hanno insegnato. Tuttavia l’arrivo di una lettera misteriosa con sopra il suo nome e l’amore per la figlia le accenderanno il coraggio per compiere un gesto minimo, ma più radicale di qualunque ribellione: scegliere, finalmente, per sé.
C’è ancora domani è una storia potente e trasversale, forte di una scrittura briosa, piena di intelligenza, dove la commedia sottolinea la tragedia, al contempo mettendola in scacco.
Perché l’emancipazione parte da dentro le case, dalle frasi che si ripetono sempre uguali, ma possono essere interrotte: non è mai tardi per trovare il coraggio di cambiare.
DELIA
Giulio, te vòle bene veramente?
Perché l’omo lo devi sceglie bene.
Giulio è quello giusto?
MARCELLA
Ah non lo so, dimmelo te...
che te lo sei scelto bene.
DELIA
Ma che vor dì, che ho mai capito io... Te però sei in tempo.
MARCELLA
Pure te, ma’.
Il film che ha scosso l’Italia con un impatto sociale senza precedenti, distribuito in 126 Paesi – dagli Stati Uniti alla Cina –, ha preso vita a partire da queste pagine, vincitrici del David di Donatello e del Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura.