Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Sulla sponda asiatica del Bosforo, come un monumento alla gloria passata, si erge la villa di Erenköy. Quando Şükrü Pascià, speziale di Abdülhamid II, la fece costruire, la volle con splendidi interni e lussuosi arredi perché fosse degna di accogliere il sovrano. Ora, è un palazzo cadente, con le grondaie penzolanti, gli intonaci screpolati, gli arredi decrepiti. Vista da fuori, è difficile credere che sia ancora abitata. Eppure, tra le sue pareti scrostate è accampata una bizzarra compagnia di sfaccendati, guidata dalla matriarca Leman Hanım, figlia di Şükrü Pascià e custode dell’antico splendore.
Muammer, nipote di Leman Hanım, e sua moglie Ayla dormono in una grande camera al secondo piano. Avvocato che si guarda bene dall’esercitare la sua professione, Muammer non ha un centesimo di entrate. Anche Dündar Bey, vecchio rivoluzionario caduto in miseria, e Şükrü, poeta e narratore che odia sentire parlare di soldi, alloggiano al secondo piano. Al primo piano vi sono le camere di Galip Bey e Mürşide, rispettivamente genero senza arte né parte e figlia beona di Leman Hanım. La matriarca soggiorna anche lei al primo piano, dove divide il talamo con Davut Bey, il marito che ha dato fondo ai propri averi senza che nessuno se ne accorgesse.
Incompatibili per indole e carattere, gli sfaccendati vivono sotto l’ala protettrice e grazie alle ormai esigue fortune di Leman Hanım. Il cambiamento epocale che ha condotto alla nascita della Repubblica ha eroso, infatti, non soltanto gli stucchi e gli arredi del Palazzo Erenköy, ma anche il patrimonio della figlia di Şükrü Pascià. Ma in quel luogo, in cui il caos del presente risuona come un’eco lontana, gli sfaccendati non se ne curano.
Degna di figurare tra le più divertenti e spietate storie di famiglia, l’opera di Melih Cevdet Anday è un romanzo in cui onore e decadenza, virtù e disincanto si alternano mirabilmente.
La storia spietata e ironica di una matriarca e di una vasta corte di parenti e amici sfaccendati, in un classico della narrativa moderna turca tradotto per la prima volta in italiano.
“Gli sfaccendati è uno dei romanzi più riusciti e raffinati della letteratura turca… Con i suoi protagonisti, ospiti della villa di un pascià, Melih Cevdet Anday offre un quadro magistrale della società della Turchia repubblicana.”
Fikriyat Review
“Melih Cevdet è un romanziere di prim’ordine. La sua opera ha portato una ventata di novità nella narrativa turca.”
Selim İleri, Hürriyet
“Con il suo umorismo affilato, Melih Cevdet Anday osserva con profondo sguardo critico la struttura delle élite. I suoi personaggi sono vividi, la narrazione costruita con maestria.”
Samih Emre, Yön
Traduzione dal turco di Nicola Verderame