Descrizione

Il giudizio ambivalente nei confronti di alcune forme di rappresentazione - le immagini plastiche e pittoriche, il teatro, il romanzo, le reliquie, le rappresentazioni dirette della sensualità - appare tanto radicato e ricorrente nelle società umane, antiche e moderne, "primitive" o "civilizzate" , che non pu" essere spiegato in termini puramente storici, relativi a realtà locali e a momenti determinati. Attraverso un'analisi davvero magistrale che spazia dall'Mrica all'Eurasia, Goody scopre il filo segreto che lega manifestazioni molto diverse, come il divieto di rappresentare la divinità e la figura umana o la persecuzione della narrativa: la rappresentazione è sempre ri-presentazione, sostituzione, finzione di individui e gruppi legati, per le ragioni più disparate, religiose, politiche o morali e in ambiti assai lontani tra loro, a un'idea alta, fortemente partecipata di verità.

Conosci l’autore

Jack Goody

Jack Goody (1919), antropologo britannico, è stato professore emerito di Antropologia sociale presso l’Università di Cambridge e Fellow del St. John's College. I suoi studi sulle origini della scrittura e sul suo ruolo rispetto all’organizzazione sociale sono divenuti un classico dell’antropologia. Ha inoltre messo in luce l’evoluzione delle strutture familiari nella storia europea, ricostruendo in chiave comparativa il modo in cui i diversi sistemi di parentela hanno inciso sulla razionalità economica in Occidente e in Oriente. Tra le sue pubblicazioni recenti: La famiglia nella storia europea (Laterza, 2000), Lambivalenza della rappresentazione. Cultura ideologia religione (Feltrinelli, 2000), Il potere della tradizione scritta (Bollati Boringhieri, 2002), Il furto della storia (Feltrinelli, 2008).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Marzo, 2000
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
272
Prezzo: 
28,41€
ISBN: 
9788807102844
Genere: 
Saggistica, Università 
Traduttore: 
Maria Gregorio