Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Le pagine che seguono costituiscono l’avvincente narrazione di uno dei momenti decisivi della Seconda guerra mondiale: la liberazione della capitale francese dalle truppe naziste. Raccontano una storia, come indica il titolo, di onta e di gloria: onta del collaborazionismo che, largamente diffuso nella società francese, sfociò nella Repubblica di Vichy, e gloria a opera di un manipolo di uomini che contribuì davvero alla liberazione della città.
Patrick Bishop ricostruisce gli eventi di quel fatidico anno in un libro che ha i toni di un romanzo, con un cast di personaggi davvero notevole: da Robert Brasillach, l’autore dei Sette colori, uno dei pochi scrittori fascisti che pagò con la vita il suo collaborazionismo, a Henri Rol-Tanguy, il leader comunista della Resistenza; dallo scultore ungherese Anton Prinner, nato Anna Prinner, introdotto nella bohème di Montmartre da un altro celebre esule ungherese, Robert Capa, nato André Friedmann, a Rose Valland, che salvò migliaia di opere d’arte dalla furia nazista; da Jerry Salinger a Ernest Hemingway.
Salinger era sbarcato a Utah Beach e assegnato subito al controspionaggio in terra di Francia. Hemingway era corrispondente di guerra a Parigi. Si conobbero nell’area attorno Mortain, durante la battaglia in cui la controffensiva tedesca fallì. Bishop ricorda che Salinger scrisse: “Qui ho incontrato e parlato a lungo con Ernest Hemingway. È estremamente gentile e assolutamente privo di patriottismo. È qui per Collier’s”.
Con la forza del suo stile e la sua ampia documentazione, Parigi ’44 si annovera tra i grandi resoconti di rinascita e miseria morale che emergono – si pensi a Napoli ’44 di Norman Lewis – quando un esercito occupante sconfitto lascia dietro di sé speranza e rovina.
Nazisti, collaborazionisti, partigiani, corrispondenti di guerra, fotografi e artisti nella Parigi del 1944. Un libro di storia che si legge come un romanzo di guerra, d’amore, di tradimento, di onta e di gloria. Sunday Times Bestseller
Selezionato come libro dell’anno da Times, Daily Telegraph, Times Literary Supplement, Daily Express e Waterstones.
“Parigi ’44 racconta la storia dell’occupazione e della liberazione, ma non si legge come una storia militare… Il libro assomiglia a un thriller epico, con personaggi vividamente evocati che si muovono tra collaborazione e resistenza, vergogna e gloria.” Andrew Martin, Observer
“Bishop non ha peli sulla lingua nel sottolineare che la storia della liberazione di Parigi dai tedeschi da parte dei suoi coraggiosi cittadini era un mito, inventato a fini politici dal generale Charles de Gaulle… Questo è un resoconto emozionante di un episodio notevole dell’ultima fase della Seconda guerra mondiale, raccontato con autorevolezza e dovizia di aneddoti inediti.” Max Hastings