Giovanni Montanaro sulla nascita dei personaggi de Il fuoco di Venezia.
Ho una lavagna in cucina. Per anni è stata ricoperta di post-it gialli con scritte come “Elena incontra Tiziano”, “Furto dei vetri”, “Incendio della fornace”, “Ulisse ritorna”, “Marta va in gita scolastica”, “Scimmia”. Da tempo, infatti, ho in mente questa storia di veneziani, questo grande amore tra i due protagonisti. Questa voglia di raccontare, attraverso di loro, cosa è stata e cosa è Venezia oggi. Era una grande sfida per me, però, un romanzo che copre cinquant’anni, in cui è essenziale la trama, i colpi di scena, gli imprevisti, che alla fine capitano nella vita di tutti ma ancor più nella loro. E allora ho pensato di usare i post-it, comodi per staccarli, cambiar le cose, tenere il ritmo. E stavo lì per ore davanti alla lavagna, però al tempo stesso ero a Murano e poi in mezzo alla laguna, alla Fenice, al Lido, in una casa di Castello, a nuotare, a bere un martini all’Harry’s Bar e del vino sfuso alla sagra di San Giacomo dell’Orio. Pian piano, vedevo che i post-it cominciavano a spostarsi di meno, a essere più solidi, e cominciavo a intuire dove iniziava e dove finiva la storia. Poi ho capito chi doveva raccontare la storia; non Elena, non Tiziano, ma una ragazza, un’altra donna, una ventenne che custodiva tutta la lunga epopea della Fornace dell’Est. Allora ho cominciato a scrivere, ed è stato difficile e avventuroso, perché comunque i personaggi, non è che si fanno tenere dentro i post-it. Quando ho consegnato la bozza, i post-it comunque li ho lasciati lì ancora a lungo. Poi un giorno li ho tolti; sono stato triste, ma ora che esce il libro no, sono davvero felice.
Giovanni Montanaro
Il fuoco di Venezia di Giovanni Montanaro
Alla fine degli anni sessanta, mentre l’uomo sta per mettere piede sulla Luna e il divorzio non è ancora legge, Elena Spina Torcellan gestisce da sola la Fornace dell’Est, nell’isola di Murano. È una donna in un mondo di uomini, che spesso le sono ostili, ma è anche…
Giovanni Montanaro
Giovanni Montanaro (Venezia, 1983) è scrittore e avvocato. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi La croce Honninfjord (Marsilio, 2007), Tutti i colori del mondo (Feltrinelli, 2012; Premio Selezione Campiello), Il libraio di Venezia (2020) e Come …