Guido Olimpio: Ordine della Rice agli americani. Divieto di tortura anche all’estero

12 Dicembre 2005
Per placare la critiche crescenti - in casa come all’estero - il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha annunciato un cambio nella politica degli interrogatori. In base al nuovo ordine al personale civile e militare americano sarà vietato sottoporre i prigionieri a tortura o crudeltà. Un bando che varrà tanto all’interno degli Stati Uniti che nelle installazioni in paesi stranieri: ‟Gli Usa rispetteranno la convenzione contro la tortura”, ha affermato il capo della diplomazia. Si tratta indubbiamente di una svolta (anche se parziale) perché fino ad oggi gli Usa si attenevano alla regola che impediva la tortura solo all’interno dei confini nazionali. La mossa è stata annunciata dalla Rice durante la tappa a Kiev (Ucraina) poche ore prima di raggiungere Bruxelles dove l’attendeva una importante riunione del Consiglio Atlantico Nato. Un meeting dove non erano in agenda la questione delle prigioni segrete della Cia e delle torture ma che inevitabilmente sono diventate tema di discussione. I partner europei hanno reagito in modo diverso alle assicurazioni di Washington. C’è chi le ha prese per buone e chi, come gli olandesi, l’ha giudicate insoddisfacenti. Altri - italiani, francesi, belgi - aspettano maggiori dettagli. Intanto, Silvio Berlusconi ha nuovamente smentito, ieri, qualunque coinvolgimento nel sequestro dell’imam Abu Omar. ‟Non esiste - ha detto il premier - lo ripeto per l’ennesima volta, alcun coinvolgimento del Governo in vicende delle quali né io, né i miei ministri, né i miei sottosegretari, né alcuna istituzione italiana sono stati mai né avvisati né informati da chicchessia. Smentisco nel modo più assoluto ogni falsa ricostruzione e respingo con sdegno ogni tentativo di falsare la verità”. Certamente il cambio nel trattamento dei prigionieri può essere un segnale positivo, ma in realtà non è sufficiente. E le organizzazioni umanitarie lo sottolineano con forza. Perché è proprio per aggirare il bando della tortura che la Cia ha trasferito i terroristi qaedisti a bordo di jet speciali - i Guantanamo Express - in prigioni di Paesi amici. Nell’Est Europa (ora chiuse), in Asia e soprattutto in Nord Africa: carceri dove gli estremisti subiscono torture per mano delle polizie locali. Altro punto: i sistemi impiegati. In molti casi non è usata vera violenza, ma misure ugualmente pesanti: come la privazione del sonno e del cibo. Questo permette di dire che non vi è stata ‟violenza”. La partita, però, non è affatto chiusa. Se la Rice e la Casa Bianca sembrano aver deciso di imporre un cambio - e quindi hanno riconosciuto implicitamente di aver usato sistemi impropri - l’ala più dura repubblicana, con il vicepresidente Dick Cheney in testa la pensa diversamente. È proprio lui a battersi - come rileva il ‟New York Times” - affinché alla Cia sia permesso di ricorrere alla tortura. Il quotidiano sottolinea come l’amministrazione abbia danneggiato sul piano ‟morale” la posizione degli Usa davanti agli alleati e non sia capace di distinguere tra atti eccezionali e una pratica continua come quella delle ‟consegne speciali” (extraordinary renditions). La Rice ha affermato che le renditions sono state applicate contro Ramzi Youssef la mente del primo attacco al World Trade Center (1993) e Carlos lo sciacallo. Ma la stessa Rice dimentica un particolare importante: entrambi sono stati processati in modo regolare e non sono diventati ‟prigionieri fantasma”. Giudizio diametralmente opposto quello del ‟Wall Street Journal” che in suo editoriale accusa di ‟ipocrisia” i governi europei e sostiene che la Rice avrebbe fatto meglio a cancellare il suo viaggio in Europa. Per il quotidiano conservatore le critiche degli alleati sono frutto di ‟codardia e opportunismo politico” perché - scrive il ‟Wsj” - i governi europei erano a conoscenza delle operazioni ‟segrete”.

Operazione Hotel California di Guido Olimpio

È il 17 febbraio 2003. Abu Omar, estremista egiziano e imam della moschea di via Quaranta a Milano viene sequestrato da un commando nei pressi della sua abitazione. È un colpo di mano degli 007 della Cia. Un caso di ‟consegna speciale”, in inglese ‟extraordinary rendition”, una chiara violazione de…