Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Nelle economie avanzate il settore pubblico è cresciuto molto più rapidamente del mercato. Oggi non offre solo salute, previdenza, istruzione: è chiamato a produrre beni pubblici globali senza i quali le grandi transizioni del nostro tempo – climatica, demografica, digitale – sono semplicemente ingestibili. Questa espansione entra in collisione con l’accumulazione illimitata di capitale oligopolistico, dalle Big Tech alla finanza, dall’Oil&Gas al militare. Da qui l’attacco sistematico allo Stato: non un errore, ma una strategia.
Massimo Florio legge in questa offensiva il vero filo rosso che lega il neoliberismo di Thatcher e Reagan, le fallimentari “terze vie” e l’attuale ondata reazionaria. Oggi, dietro la retorica di Trump e delle nuove destre, riemerge una pulsione distruttiva che mira a ridurre le istituzioni pubbliche a strumento delle oligarchie.
Contro questa deriva, Florio propone una prospettiva alternativa: uno Stato post-capitalista, capace di creare innovative imprese a missione pubblica, promuovere un’economia dei beni comuni e interagire con comunità di cittadini consapevoli della propria condizione di espropriati della conoscenza. Propone l’intelligenza sociale come paradigma che va oltre l’intelligenza artificiale.
Il Capitale contro lo Stato è una riflessione radicale ma immediatamente praticabile, che prova a rispondere a una domanda cruciale: che cosa può venire dopo il capitalismo oligarchico, senza rinunciare alla democrazia e all’idea stessa di pubblico.
Lo scontro decisivo del nostro tempo è tra capitalismo oligarchico e istituzioni pubbliche.
Una proposta radicale su Stato e comunità per pensare il futuro oltre il neoliberismo.