Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Nella primavera del 1980, all’uscita di scuola, Ilaria trova suo padre ad attenderla. Con un tono spazientito, le porge la mano sudata e le dice che la porta da Léon, il ristorante in cui lui e la mamma si vedono una volta al mese da quando si sono separati.
Ilaria si accomoda docile nella Bmw blu scuro. È una bambina di otto anni e apre subito il finestrino per fare entrare un po’ d’aria ed evitare che il sedile di pelle le bruci le gambe. Suo padre ha il corpo rigido, le mani agitate, la voce perentoria. Mette in moto, passa per il paese di Hermance, poi il traforo del Monte Bianco, il confine franco-italiano, i tornanti della Valle d’Aosta. Sotto un cielo coperto da una coltre grigia, Ilaria viene rapita da suo padre.
Comincia così una peregrinazione che dura due lunghi anni, in giro in auto per l’Italia, di albergo in albergo, senza una vera meta, percorrendo strade e autostrade di un paese segnato da violenti conflitti politici e sociali. Un viaggio pervaso da suspense e paura, in compagnia di un uomo instabile, sconvolto da un divorzio che non riesce ad accettare, un uomo convinto che la vita non gli riservi che umiliazioni, con una bambina al seguito che vuole essere leale con lui perché ne teme le reazioni. Una bambina che non osa chiedere e che trascorre il tempo disegnando e sognando il suo idolo, Nadia Comăneci.
Quando, dopo un altro estenuante tragitto, si ritrova sola in una terra e una casa sconosciute, a Ilaria non resta che la strada della disobbedienza.
Romanzo in cui l’infanzia viene strappata al suo incanto per misurarsi con l’oscura brutalità della vita adulta, Ilaria o la conquista della disobbedienza colpisce per l’esattezza della sua prosa, in cui ogni parola, tesa a restituire i pensieri e i moti più intimi della protagonista, appare insostituibile e necessaria.
Vincitore del Prix Femina des lycéens 2024
Vincitore del Prix France Culture 2025
Selezionato per il Prix Médicis
e per il Prix Le Monde
“Un romanzo di grande bellezza, la cui delicatezza vi spezzerà il cuore.”
Le Masque et la Plume
“Viene in mente il libro di di Nabokov al cospetto di questo gesto di un adulto onnipotente che strappa un essere vulnerabile al mondo dell’infanzia, costringendolo a entrare nel suo, fatto di dolore, alcol e jazz… Un romanzo travolgente, sostenuto dalla prosa sensoriale ed essenziale di Gabriella Zalapì.”
Lire – Magazine Littéraire
“Un romanzo di formazione sul tema della libertà, scritto con semplicità e sensibilità straordinarie. Spesso, come Ilaria, sentiamo un peso sul petto, ma alla fine sorridiamo a un angelo della bellezza.”
Elle
Traduzione dal francese di Elena Cappellini