Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Nella sua prima enciclica, Leone XIV affronta la trasformazione più radicale del nostro tempo: l’intelligenza artificiale non come semplice innovazione tecnica, ma come ambiente di vita e nuova forma di potere. La domanda che attraversa il testo è insieme antica e urgentissima: quale idea di persona vogliamo custodire quando tutto sembra misurabile, prevedibile e ottimizzabile?
Nel solco della dottrina sociale della Chiesa, dalla Rerum novarum a oggi, il papa rilegge le “cose nuove” del presente: la concentrazione dei dati e delle piattaforme, l’automazione del lavoro, la manipolazione della verità pubblica, le nuove dipendenze digitali, le armi autonome, la tentazione di superare il limite umano. Ma il testo non cede né all’allarme né all’entusiasmo: la tecnica non è il nemico, lo diventa quando si separa dalla responsabilità, quando assume la forma del dominio.
Per questo Magnifica humanitas parla a credenti e non credenti, oltre i confini del discorso religioso. Le sue parole chiave – dignità, bene comune, giustizia sociale, lavoro, pace, libertà, responsabilità – appartengono al lessico della convivenza democratica.
Tra Babele e Gerusalemme, tra la torre del dominio e la città ricostruita insieme, Leone XIV ci consegna un testo di pensiero civile e spirituale. Perché la questione decisiva non è se le macchine diventeranno simili a noi, ma se nella civiltà dell’algoritmo sapremo ancora riconoscere e conservare ciò che è umano.
Lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale.