Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Dal racconto biblico ai commentari rabbinici, dall’iconografia bizantina alle letture antigiudaiche, da Spinoza a Freud, da Kafka a Derrida, questo libro attraversa la storia di un nome, Mosè, e di un gesto, quello della scrittura. Perché nella tradizione della torah la legge si trasmette solo nel suo commento e la parola non appartiene mai a chi la pronuncia.
Qui, la rivelazione sinaitica non è un evento sacro e definitivo, ma una pratica narrativa, fatta di voci, mediazioni, balbuzie e riscritture. La legge non si impone come comando assoluto, ma si dà come testo da continuare, sempre esposto al rischio idolatrico dell’autorità e del potere.
Seguendo le vicende dell’uomo Mosè fino all’episodio enigmatico della sua morte, Giacomo Petrarca esplora in controluce le nozioni di memoria, trasmissione, legge, scrittura, teologia politica e narrazione, facendo emergere la tensione mai davvero risolta tra il testo biblico e le sue innumerevoli figurazioni.
Mosè riceve sul Sinai qualcosa che non ha mai smesso di sorprendere i lettori del testo biblico: le tavole della legge.
Da allora, quella consegna è stata riletta, contesa, reinterpretata e travisata.
Questo libro segue le tracce culturali e filosofiche di una riscrittura ancora in corso.
Giacomo Petrarca (Terni, 1986) è professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna Metafisica e Teologia politica. I suoi interessi di ricerca intrecciano filosofia, storia culturale e pensiero …