Descrizione

“Se in tutta la vita ho compiuto una sola buona azione di essa con tutta l’anima mi pento”

Tito Andronico, come i successivi “drammi romani”, non è una celebrazione della romanità, bensì una lucida e insieme sgomenta e inorridita analisi dei meccanismi del potere, dove Roma è metafora dello stato moderno. La qualità ancora sperimentale del Tito Andronico, il suo muoversi tra l’esperienza classica (Ovidio e Seneca) e quella della “nuova” tragedia di vendetta di Thomas Kyd, il possibile intervento, secondo le consuetudini elisabettiane, di altri autori (tra cui, forse, il grandissimo Marlowe), non deve farlo considerare un reperto archeologico. Al contrario, come hanno visto Peter Brook e Peter Stein e, in Italia, Aldo Trionfo e Gabriele Lavia, la tragedia, la prima di Shakespeare, non solo annuncia alcune opere della maturità, ma vede delinearsi anche alcuni motivi centrali dell’arte shakespeariana. Una fosca e truculenta vicenda di sangue e potere, uno spietato studio sullo scatenarsi della violenza, ispirata al mito di Progne e Filomena narrato nelle Metamorfosi di Ovidio, al Tieste di Seneca e alla novella sul “crudel moro” di Matteo Bandello.

Conosci l’autore

William Shakespeare

William Shakespeare è nato a Stratford-upon-Avon nel 1564, figlio di un commerciante di pellami. Riguardo alla sua vita, alla sua attività e alla cronologia delle sue opere si hanno notizie incomplete. Sappiamo comunque che si è sposato nel 1582 con Anne Hathaway da cui avrà una figlia, Susanna, e due gemelli, Hamnet, che morirà nel 1596, e Judith. Nel 1592 è a Londra, dove lavora come attore e drammaturgo, e nel 1594 entra a far parte della Compagnia del Lord Ciambellano, il cui primo attore è Richard Burbage. La compagnia è gestita in forma di cooperativa e, una volta demolito il primo teatro londinese, farà costruire il Globe Theater, dove d’ora in poi si reciterà. Nel 1596 Shakespeare ottiene il titolo di gentleman per sé e i suoi discendenti. Nel 1603, quando il nuovo re Giacomo I Stuart trasforma la Compagnia del Lord Ciambellano in Compagnia del Re, Shakespeare non figura più tra gli attori. Probabilmente si è trasferito intorno al 1609 a Stratford, e dopo la sua morte, avvenuta nel 1616, vi è stato sepolto. A lui si deve, oltre ai due poemetti dedicati al Conte di Southampton, Venere e Adone (1593) e Lucrezia violata (1594), e ai Sonetti pubblicati forse all’insaputa dell’autore nel 1609, una serie di tragedie e commedie. Nei "Classici" Feltrinelli sono usciti, a cura di Agostino Lombardo, Antonio e Cleopatra (1992), Il Mercante di Venezia (1992), La dodicesima notte (1993), Romeo e Giulietta (1994), Amleto (1995), Otello (1996), Macbeth (1997), Tito Andronico (1999), Giulio Cesare (2000), Coriolano (2002), Misura per Misura (2003), Il racconto d’inverno (2004), La Tempesta (2004), Re Lear (2010); a cura di Agostino Lombardo e Nadia Fusini, Sogno di una notte di mezza estate (2006); a cura di Nadia Fusini, La commedia degli errori (2008), Molto rumore per nulla (2009) e Tutto è bene quel che finisce bene (2012). A cura di Gabriele Baldini (traduzione di Lucifero Darchini), I sonetti (2013). La direzione scientifica del teatro di William Shakespeare è a cura di Nadia Fusini.

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2019
Collana: 
Universale Economica I Classici
Pagine: 
256
Prezzo: 
10,00€
ISBN: 
9788807903519
Genere: 
Tascabili 
Traduttore: 
Agostino Lombardo
Curatore: 
Agostino Lombardo