Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“La vita non si prova. Si vive e basta. Non ci sono prove generali. Non ci sono repliche.”
Suzu ha venticinque anni, è single e non ha paura di ammettere una verità scomoda: l’intimità non fa per lei. Abita in un minuscolo appartamento in una metropoli giapponese e fa l’aiuto cameriera in un ristorantino economico di catena. La frequentazione più assidua è quella con il suo criceto, che ha adottato più per paura di diventare un’eremita che altro. Quando viene licenziata – non è abbastanza socievole –, l’unica alternativa che le si prospetta è l’impresa di pulizie del signor Sakai. Che, scopre con sgomento, è specializzata in casi di kodokusha, ovvero persone che muoiono da sole nelle loro case. Ce ne sono sempre di più, ormai: le città crescono e il confine tra discrezione e disinteresse si fa sempre più sfumato. Ci pensa il signor Sakai, poi, a pulire tutto. All’inizio per Suzu non è facile: è un lavoro triste, un pugno nello stomaco. Eppure, proprio grazie a questo lavoro si accorge, piano piano e con meraviglia, che il mondo attorno a lei è zeppo di vita, e che la distanza da colmare per non essere soli, in fondo, non è poi così grande.
Milena Michiko Flašar (1980), di madre giapponese e padre austriaco, ha studiato Germanistica e Filologia romanza a Vienna e Berlino. I suoi romanzi, tra cui Il signor Cravatta (Einaudi, 2014), …