Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
Sardegna, anni cinquanta. In un entroterra rurale dove il tempo si misura per avvenimenti e per stagioni, una bambina, di nome Lellena, cresce ignorata dalla madre e senza un padre. Ultima di sette fratelli, sognatrice, sembra a tutti priva di voce: nulla ha da chiedere, nulla ha da spiegare. Un giorno si marchia una stella sulla fronte, come quella del cavallo che ama di più. Nel paese la cicatrice diventa non una stella ma una croce col potere della guarigione. La voce si diffonde, Lellena è una “sinnada”, una predestinata. La venerano e la temono, è santa ed è strega, intrappolata in un ruolo che non ha scelto. Tutto cambia con l’arrivo del capitano di marina Gualtiero De Simone, ufficiale in convalescenza, uomo gentile e affettuoso, il cui sguardo paterno riconosce in Lellena non un prodigio ma una persona. Per la prima volta qualcuno nota in lei curiosità e intelligenza, il desiderio di conoscere acceso dalla necessità di evadere. Con lui Lellena impara a leggere, a scrutare il mondo nella sua complessità e bellezza. Accolti nella casa di Bastiana, locatrice casuale, che inizia a provare sentimenti taciuti per Gualtiero e una gelosia silenziosa per la ragazzina, i loro equilibri si fanno fragili. E proprio quando, ormai adolescente, Lellena ha gli strumenti per liberarsi da una sorte che sembrava segnata, una tragedia inattesa stravolge tutto. Solo con la nostalgia per il suo vecchio mondo e l’amore salvifico per la lettura riuscirà a superare le avversità e a costruirsi la vita desiderata.
Sospeso tra incanto e realismo, Maria Spissu Nilson tesse un romanzo di formazione visionario, in cui la fame di sapere e il coraggio di esistere diventano strumenti di riscatto. Sinnada è la storia di una bambina, poi donna, che nonostante l’asprezza delle condizioni riesce a far brillare quanto di ancestrale e indomabile vive nella sua anima superando confini e paure, aprendosi a orizzonti che prima poteva soltanto fantasticare.
“Le basta ciò che vede, e ciò che vede va oltre il normale vedere.
Nessuno immagina che in quella mente volino corvi e colombe.”