Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Quelli come me non hanno che parole da offrire. Ma le parole non sono poco, in questo sconfortante silenzio.”
Treni, profughi, convogli militari. In una lunga insonnia, sulla frontiera dell’Est, Paolo Rumiz osserva la notte buia che scende su un’Europa assediata da conflitti armati e governata dai poteri selvaggi dell’economia. Come resistere a tutto questo? Intorno a lui, guerra contro le vite umane che migrano, guerra di tutti contro tutti, disumanità e indifferenza. I barbari possono arrivare in qualsiasi momento, e non basta il termine “fascismo” a definirli. Dietro al fascismo c’era un’idea di società, dietro a costoro c’è invece un’identità costruita da influencer. Ed è di notte che si muovono, scrivendo parole di odio in rete. I nuovi barbari si servono di questa macchina per occupare il vuoto politico lasciato da una sinistra inconsistente, lontana dal popolo e priva di etica. Ma proprio quando tutto sembra perduto, Rumiz scopre una miriade di punti di resistenza dall’Atlantico alle terre dell’Est. Manifestazioni contro i sovranisti, gente in piazza a milioni, voglia di cambiamento. Piccole luci nell’oscurità. Allora sente crescere in sé il demone dell’ironia e della lotta, e al tempo stesso la fiducia nella forza della parola in questo mondo così muto.
Paolo Rumiz (Trieste, 1947) ha scritto – in gran parte per l’editore Feltrinelli – più di trenta libri, di cui molti dedicati all’esplorazione dei territori. Figlio di una delle frontiere …