Marco DEramo: Apocalittici e schierati
27 Maggio 2003
Milioni di persone scompaiono nel giro di una notte e l’Anticristo diventa
segretario generale delle Nazioni unite. Anticristo è un ex presidente della
Romania che inganna quasi tutti quelli "lasciati indietro", tranne un
gruppetto di prodi che include un reporter. Anticristo mette su un trattato di
pace con Israele, vara una moneta unica mondiale, ricostruisce il tempio di
Salomone, sposta la sede delle Nazioni unite in Iraq, e persuade tutte le
nazioni a disarmare. È il riassunto che il settimanale The Economist fa
del primo volume 7 milioni di copie vendute negli Usa della serie Left
Behind ("lasciati indietro", appunto). Il quinto volume, Apollyon
(3,1 milioni di copie) riguarda la calamità di cavallette con teste umane e ali
metalliche. L’ottavo volume, The Mark ("Il marchio", 3
milioni di copie) mette in scena gli umani che fanno la fila per farsi
impiantare dal governo dell’Anticristo nella mano destra un microchip, che è
il marchio della Bestia (inteso come Satana). In The Remnant (prima
tiratura: 2 milioni di copie), metà dell’umanità è stata uccisa o vive
sotto terra, mentre le calotte polari si sciolgono e i mari si trasformano in
sangue. Finora la serie ha venduto negli Stati uniti la strabiliante cifra di
più di 50 milioni di copie. Left Behind è la manifestazione più
vistosa della diffusione raggiunta dalle idee degli avventisti, che aspettano la
fine del mondo, dei born-again, i "risorti" (dopo il giorno del
giudizio).
Significa che negli Usa i fedeli in attesa dell’Apocalisse e i fondamentalisti cristiani non costituiscono più una sparuta (per quanto aggressiva, rumorosa e armata) minoranza, ma sono una fetta della popolazione ormai divenuta egemonica. Secondo i sondaggi, il 59% degli americani pensa che l’ultimo libro del Vangelo, l’Apocalisse, si avvererà: in inglese il titolo di quel libro è Revelation (rivela l’esito della storia del mondo), mentre l’Apocalisse, in quanto evento, fine del mondo, è Rapture (rapimento, estasi). E un quarto degli americani ritiene che la Bibbia avesse predetto l’11 settembre.
Ora, è in queste percentuali che il presidente George W. Bush rastrella il nucleo duro del suo elettorato. D'altronde il Texas dei mitici petrolieri dal cuore duro e dal portafoglio gonfio, non solo è la roccaforte elettorale di Bush il giovane, ma è anche il centro della Bible belt, la "cintura dei bigotti", l'area più religiosa degli Usa. Quando Bush descrive la guerra contro il terrorismo come una "battaglia contro il Male", sa bene quello che fa, come il suo predecessore Ronald Reagan quando definiva l’Unione sovietica "l’impero del Male": dà alla propria azione l’indispensabile (e vaga) dimensione religiosa che soddisfa il suo elettorato: uno degli aspetti più notevoli di questa temperie storica è che a combattere l’integralismo islamico è il rappresentante politico del fondamentalismo cristiano.
Si stabilisce così un’interazione a due sensi tra amministrazione repubblicana ed estrema destra cristiana. Come si è visto per la guerra in Iraq, l’amministrazione Bush considera solo un impaccio le organizzazioni internazionali (Fondo monetario, Nazioni unite, Banca Mondiale, Wto). Ma in Left Behind l’Anticristo è proprio il segretario dell’Onu. Non solo, anche le altre organizzazioni internazionali sono descritte in Left Behind come strumenti dell’Anticristo (i signori della terra "daranno il loro potere e la loro forza alla Bestia", Apocalisse: 173, 13) e la puttana di Babilonia siede "su sette montagne" (Apocalisse: 17,9), proprio come Roma ha sette colli, e il Trattato di Roma è il testo fondatore della Comunità europea. Ergo.
Così le posizioni dei fondamentalisti vengono incoraggiate dalla politica estera di Bush, mentre l’amministrazione può accentuare la sua retorica contando sull’appoggio della propria base elettorale. A noi pare curioso che l'Amministrazione Bush sia insieme la più bigotta della storia americana, e la più farcita di ex amministratori delegati e presidenti di grandi corporations. Ci risulta misterioso come sia possibile coniugare la carità cristiana con la spietatezza degli affari.
Ma un indizio di come possano coesistere questi due aspetti a prima vista inconciliabili ci viene da un tabellone che l'Esercito della salvezza ha posto sulla facciata della sua sede di Burlington, ameno centro universitario e turistico sul Lake Champlain, nel nord dello stato di New York. Sotto l'orario delle messe, è scritto a caratteri cubitali "Dio è come l'American Express: mai uscire di casa senza". A un cattolico italiano non verrebbe mai in mente di paragonare la divinità a una carta di credito, di mischiare il sacro e il profano. Negli Stati uniti è invece una metafora convincente.
Il fatto è che noi ci immaginiamo gli Usa come li vediamo nei film di Hollywood, da cui la pratica religiosa è quasi cancellata. E poi, rispetto all'Europa costellata di cattedrali, duomi e santuari, le chiese sembrano quasi assenti dal panorama urbano statunitense. In realtà le chiese, come Dio, sono presenti ovunque negli Usa, ma non si notano perché sono mimetizzate ai nostri occhi, sono case come tutte le altre: anche quando ci entri, trovi una specie di stanzone con una cucina, un frigorifero, sedie, libri, dove ci si riunisce, si prega, si recita messa, ma anche si mangia e il sabato pomeriggio si balla.
Sotto la superficie hollywoodiana, Dio è presente ovunque negli Usa. E ci sbagliamo di grosso quando pensiamo agli integralisti come a congreghe un po' folkloristiche, per non dire sbroccate (la parola "setta" implica già in sé una connotazione negativa). All'attesa impaziente dell'Apocalisse, coniugano invece un sano senso degli affari, se si pensa che negli Stati uniti la sola Chiesa avventista del Settimo giorno (una fra le molte denominations avventiste), che nel mondo vanta soltanto 5,4 milioni di fedeli, controlla 44 case editrici, 14 colleges, 2 università, scuole mediche, dentali e fisioterapiche, 437 scuole secondarie, 4.411 scuole elementari, finanzia 437 ospedali e 2.435 stazioni radio. Lo stesso Esercito della Salvezza opera in 109 paesi con 25.600 "ufficiali", predica il vangelo in 175 lingue in 15.456 centri evangelici e gestisce 6.830 istituzioni sociali (ospedali, scuole, ostelli, agenzie ).
Stiamo parlando di vere e proprie multinazionali della fede. D'altronde, per spiegare come mai negli Stati uniti fioriscono tanti culti, la prefazione all'XI edizione dell'Handbook of Denominations in the US fa notare che gli Usa sono l'unico sistema in cui proprio per la sua laicità fin dall'inizio le varie denominations cristiane si sono fatte l'una concorrenza all'altra. Vige perciò un "libero mercato del sacro", dove ogni culto cerca d'imporre la propria griffe nel consumo del divino. Ecco perché le religioni sono costrette a innovare, a modificarsi, ecco perché sorgono, prosperano, declinano, in un incessante viavai che cerca di insinuarsi in ogni nicchia del mercato del sacro. Ecco perché trovi "i camionisti di Cristo" insieme ai "motociclisti di Dio" e ai "God gays", i gay di Dio. Ecco perché l'esercito americano può fornire un appezzamento di terreno a quei militari che vogliono celebrarvi sabbah e riti celtici.
Ogni setta religiosa tende a conquistare le anime con le stesse tecniche con cui i detersivi seducono le massaie: i telepredicatori americani non differiscono molto dalle nostre tele-promozioni di tappeti (ma anche la Chiesa cattolica ha dovuto sottomettersi alla tirannia pubblicitaria per raccogliere i fondi dell'uno per mille). Per capire l'enigmatica religiosità americana bisogna pensarla come quell'area spirituale che ha fuso in un'unica attività il missionariato e la pubblicità, l'apostolato e il marketing, dove Dio è offerto in promozione, tre (la trinità) al prezzo di uno. Non per nulla, congreghe di missionari battisti del sud hanno già varcato i confine giordano, e il primo convoglio dell'Esercito della Salvezza è già sbarcato nel porto di Um Qasr, tutti pronti a lanciare in Iraq un'offerta speciale del Dio cristiano, assai più conveniente di Allah: lava l'anima molto più bianca.
Significa che negli Usa i fedeli in attesa dell’Apocalisse e i fondamentalisti cristiani non costituiscono più una sparuta (per quanto aggressiva, rumorosa e armata) minoranza, ma sono una fetta della popolazione ormai divenuta egemonica. Secondo i sondaggi, il 59% degli americani pensa che l’ultimo libro del Vangelo, l’Apocalisse, si avvererà: in inglese il titolo di quel libro è Revelation (rivela l’esito della storia del mondo), mentre l’Apocalisse, in quanto evento, fine del mondo, è Rapture (rapimento, estasi). E un quarto degli americani ritiene che la Bibbia avesse predetto l’11 settembre.
Ora, è in queste percentuali che il presidente George W. Bush rastrella il nucleo duro del suo elettorato. D'altronde il Texas dei mitici petrolieri dal cuore duro e dal portafoglio gonfio, non solo è la roccaforte elettorale di Bush il giovane, ma è anche il centro della Bible belt, la "cintura dei bigotti", l'area più religiosa degli Usa. Quando Bush descrive la guerra contro il terrorismo come una "battaglia contro il Male", sa bene quello che fa, come il suo predecessore Ronald Reagan quando definiva l’Unione sovietica "l’impero del Male": dà alla propria azione l’indispensabile (e vaga) dimensione religiosa che soddisfa il suo elettorato: uno degli aspetti più notevoli di questa temperie storica è che a combattere l’integralismo islamico è il rappresentante politico del fondamentalismo cristiano.
Si stabilisce così un’interazione a due sensi tra amministrazione repubblicana ed estrema destra cristiana. Come si è visto per la guerra in Iraq, l’amministrazione Bush considera solo un impaccio le organizzazioni internazionali (Fondo monetario, Nazioni unite, Banca Mondiale, Wto). Ma in Left Behind l’Anticristo è proprio il segretario dell’Onu. Non solo, anche le altre organizzazioni internazionali sono descritte in Left Behind come strumenti dell’Anticristo (i signori della terra "daranno il loro potere e la loro forza alla Bestia", Apocalisse: 173, 13) e la puttana di Babilonia siede "su sette montagne" (Apocalisse: 17,9), proprio come Roma ha sette colli, e il Trattato di Roma è il testo fondatore della Comunità europea. Ergo.
Così le posizioni dei fondamentalisti vengono incoraggiate dalla politica estera di Bush, mentre l’amministrazione può accentuare la sua retorica contando sull’appoggio della propria base elettorale. A noi pare curioso che l'Amministrazione Bush sia insieme la più bigotta della storia americana, e la più farcita di ex amministratori delegati e presidenti di grandi corporations. Ci risulta misterioso come sia possibile coniugare la carità cristiana con la spietatezza degli affari.
Ma un indizio di come possano coesistere questi due aspetti a prima vista inconciliabili ci viene da un tabellone che l'Esercito della salvezza ha posto sulla facciata della sua sede di Burlington, ameno centro universitario e turistico sul Lake Champlain, nel nord dello stato di New York. Sotto l'orario delle messe, è scritto a caratteri cubitali "Dio è come l'American Express: mai uscire di casa senza". A un cattolico italiano non verrebbe mai in mente di paragonare la divinità a una carta di credito, di mischiare il sacro e il profano. Negli Stati uniti è invece una metafora convincente.
Il fatto è che noi ci immaginiamo gli Usa come li vediamo nei film di Hollywood, da cui la pratica religiosa è quasi cancellata. E poi, rispetto all'Europa costellata di cattedrali, duomi e santuari, le chiese sembrano quasi assenti dal panorama urbano statunitense. In realtà le chiese, come Dio, sono presenti ovunque negli Usa, ma non si notano perché sono mimetizzate ai nostri occhi, sono case come tutte le altre: anche quando ci entri, trovi una specie di stanzone con una cucina, un frigorifero, sedie, libri, dove ci si riunisce, si prega, si recita messa, ma anche si mangia e il sabato pomeriggio si balla.
Sotto la superficie hollywoodiana, Dio è presente ovunque negli Usa. E ci sbagliamo di grosso quando pensiamo agli integralisti come a congreghe un po' folkloristiche, per non dire sbroccate (la parola "setta" implica già in sé una connotazione negativa). All'attesa impaziente dell'Apocalisse, coniugano invece un sano senso degli affari, se si pensa che negli Stati uniti la sola Chiesa avventista del Settimo giorno (una fra le molte denominations avventiste), che nel mondo vanta soltanto 5,4 milioni di fedeli, controlla 44 case editrici, 14 colleges, 2 università, scuole mediche, dentali e fisioterapiche, 437 scuole secondarie, 4.411 scuole elementari, finanzia 437 ospedali e 2.435 stazioni radio. Lo stesso Esercito della Salvezza opera in 109 paesi con 25.600 "ufficiali", predica il vangelo in 175 lingue in 15.456 centri evangelici e gestisce 6.830 istituzioni sociali (ospedali, scuole, ostelli, agenzie ).
Stiamo parlando di vere e proprie multinazionali della fede. D'altronde, per spiegare come mai negli Stati uniti fioriscono tanti culti, la prefazione all'XI edizione dell'Handbook of Denominations in the US fa notare che gli Usa sono l'unico sistema in cui proprio per la sua laicità fin dall'inizio le varie denominations cristiane si sono fatte l'una concorrenza all'altra. Vige perciò un "libero mercato del sacro", dove ogni culto cerca d'imporre la propria griffe nel consumo del divino. Ecco perché le religioni sono costrette a innovare, a modificarsi, ecco perché sorgono, prosperano, declinano, in un incessante viavai che cerca di insinuarsi in ogni nicchia del mercato del sacro. Ecco perché trovi "i camionisti di Cristo" insieme ai "motociclisti di Dio" e ai "God gays", i gay di Dio. Ecco perché l'esercito americano può fornire un appezzamento di terreno a quei militari che vogliono celebrarvi sabbah e riti celtici.
Ogni setta religiosa tende a conquistare le anime con le stesse tecniche con cui i detersivi seducono le massaie: i telepredicatori americani non differiscono molto dalle nostre tele-promozioni di tappeti (ma anche la Chiesa cattolica ha dovuto sottomettersi alla tirannia pubblicitaria per raccogliere i fondi dell'uno per mille). Per capire l'enigmatica religiosità americana bisogna pensarla come quell'area spirituale che ha fuso in un'unica attività il missionariato e la pubblicità, l'apostolato e il marketing, dove Dio è offerto in promozione, tre (la trinità) al prezzo di uno. Non per nulla, congreghe di missionari battisti del sud hanno già varcato i confine giordano, e il primo convoglio dell'Esercito della Salvezza è già sbarcato nel porto di Um Qasr, tutti pronti a lanciare in Iraq un'offerta speciale del Dio cristiano, assai più conveniente di Allah: lava l'anima molto più bianca.