Jim Lobe: Il nuovo consigliere di Cheney punta gli occhi sulla Siria
03 Novembre 2003
WASHINGTON - David Wurmser, che lavorava per John Bolton, sottosegretario di
Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, a
settembre è entrato a far parte dello staff di Cheney, sotto la direzione del
suo potente direttore per la sicurezza nazionale, I. Lewis "Scooter"
Libby, secondo quanto dichiarato dall'ufficio di Cheney.
Si tratta di una mossa significativa, non solo perché Cheney viene ritenuto sempre più la persona con il maggior ascendente sul presidente George W. Bush nel campo della politica estera, ma anche perché avvalora l'idea che i neoconservatori rimangano una formidabile forza politica dietro Bush, nonostante il precipitare dei consensi per il modo in cui Bush sta gestendo il dopoguerra iracheno, a seguito delle ipotesi incorrette divulgate dai "neocon" prima della guerra.
Visto il recente acuirsi delle tensioni tra Washington e Damasco, scatenate dal veto imposto recentemente dagli Stati Uniti su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che condannava un attacco aereo di Israele su un presunto campo palestinese fuori Damasco, l'ascesa di Wurmser assume un rilievo ancora maggiore.
La mossa segue inoltre l'approvazione, da parte della Camera dei Rappresentanti, di una legge che stabilisce nuove sanzioni economiche e diplomatiche contro la Siria.
Lo status di Wurmser all'American Enterprise Institute (AEI), dove era il favorito del superfalco Richard Perle, ex-presidente del Defense Policy Board, è molto eloquente per gli specialisti del Medio Oriente, che rimarcano la stretta e duratura relazione di Perle con Cheney, con il capo del Pentagono Donald Rumsfeld e con il vice di quest'ultimo, Paul Wolfowitz.
Wolfowitz è stato il primo funzionario d'alto rango dell'amministrazione Bush a suggerire che Washington potrebbe intraprendere un'azione contro la Siria, mentre lo scorso Aprile correva voce che dopo l'invasione statunitense Damasco stesse offrendo protezione a leader iracheni e nascondendo armi di distruzione di massa.
"Le cose in Siria dovranno cambiare", ha detto Wolfowitz, accusando il governo del presidente Bashar Assad di essere "estremamente spietato". Rumsfeld ha poi accusato la Siria di permettere a esponenti della "jihad" islamica di infiltrarsi in Iraq per combattere contro le truppe statunitensi.
Perle, che la scorsa settimana era in Israele per ricevere un premio speciale dal "Jerusalem Summit", un gruppo internazionale di sionisti ebrei e cristiani di destra che amano descriversi come i difensori della "civilizzazione" contro il "fondamentalismo islamico", non ha mai fatto segreto del proprio desiderio di affrontare Damasco.
In una serie di interviste, Perle ha applaudito l'attacco di Israele sul territorio siriano, il primo dai tempi della guerra del 1967, una presunta ritorsione per un attacco suicida in Israele. "Sono felice che l'aeronautica israeliana abbia recapitato il messaggio alla Siria, e spero che questo sia solo il primo di molti messaggi simili", ha dichiarato Perle.
Perle ha detto che "spera" che gli Stati Uniti agiscano direttamente contro Damasco, particolarmente se risultasse che la Siria sta agendo da base di finanziamento o di reclutamento per l'insurrezione in Iraq.
"La Siria è essa stessa un'organizzazione terroristica", ha asserito, insistendo che Washington non dovrebbe avere difficoltà a inviare truppe a Damasco nonostante gli impegni in Iraq. "La Siria è molto debole militarmente", ha aggiunto Perle.
Damasco è nelle mire di Wurmser almeno da quando aveva cominciato a lavorare con Perle all'AEI verso la metà degli anni '90.
Nella seconda metà del decennio, Wurmser ha appoggiato spesso nei suoi scritti un impegno congiunto di Stati Uniti e Israele per indebolire l'allora presidente Hafez Assad nella speranza di distruggere il governo baatista e accelerare la creazione di un nuovo ordine nel Levante, dominato da "unioni tribali, familiari e di clan sotto governi limitati".
È proprio per via dell'importanza strategica del Levante che Wurmser ha sostenuto la deposizione del presidente iracheno Saddam Hussein a favore di un Iraqi National Congress (INC) con stretti contatti alla monarchia hashemita in Giordania.
"Chiunque erediti l'Iraq dominerà strategicamente l'intero Levante", ha scritto nel 1996 in un relazione per l'Institute for Advanced Strategic and Political Studies (IASPS) con sede a Gerusalemme.
Wurmser, la cui moglie Meyrav Wurmser, di origini israeliane, dirige le ricerche sul Medio Oriente presso lo Hudson Institute, think tank neoconservatore, è l'autore principale della relazione scritta nel 1996 da una task force creata dal IASPS e diretta da Richard Perle, chiamata lo "Study Group on a New Israeli Strategy Toward 2000" [Gruppo di studio per una nuova strategia israeliana verso il 2000].
La relazione, intitolata "A Clean Break: A New Strategy for Securing the Realm" [Un taglio netto: una nuova strategia per rendere il dominio sicuro] era indirizzata al nuovo primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e presentava una serie di raccomandazioni per porre fine al processo in cui Israele scambiava "terra in cambio di pace", trasformando "l'equilibrio di potere" in Medio Oriente a favore di un asse costituito da Israele, Turchia e Giordania.
Per fare questo, la relazione invocava la deposizione di Saddam Hussein e l'istallazione a Baghdad di un leader hashemita. Da quel punto in poi, la strategia si sarebbe incentrata prevalentemente sulla Siria per ridurre quantomeno la sua influenza sul Libano.
Tra gli altri passi da intraprendere, la relazione raccomandava ad Israele di sponsorizzare attacchi sul territorio siriano lanciati da "gruppi armati appoggiati dagli Israeliani" basati in Libano; e di "colpire obiettivi militari siriani in Libano e, qualora questo non fosse sufficiente, colpire bersagli scelti nella stessa Siria".
"Israele può plasmare il proprio ambiente strategico, in cooperazione con la Turchia e la Giodania, indebolendo, contenendo e persino facendo arretrare la Siria", sosteneva il report, per creare un "asse naturale" tra Israele, Giordania, un Iraq hashemita e la Turchia, che "schiacci e separi la Siria dalla penisola saudita".
"Per la Siria, questo potrebbe preludere a un ridisegno della mappa del Medio Oriente, che potrebbe minacciare l'integrità territoriale della Siria stessa", suggeriva il report.
Una relazione susseguente dello stesso Wurmser, intitolata "Coping with Crumbling States" [Far fronte agli stati in disfacimento] vedeva con favore un sostanziale ridisegno del Medio Oriente lungo linee tribali e familiari, alla luce di quello che chiamava un "fenomeno emergente - il disfacimento delle nazioni secolari e nazionaliste arabe".
L'inclinazione di Washington e dell'Occidente in generale ad appoggiare stati secolari e nazionalisti per contenere la minaccia del fondamentalismo islamico militante è stato un errore strategico, ammoniva Wurmser nel secondo studio, una conclusione che ha ripresentato in "Tyranny's Ally", un libro pubblicato nel 1999 dall'AEI che includeva una prefazione elogiativa di Perle.
Sebbene il libro si incentrasse sull'Iraq e non sulla Siria, in esso venivano elaborati i precedenti argomenti di Wurser, attaccando gli specialisti della regione nelle università statunitensi, nel dipartimento di Stato e nella CIA che, secondo lui, sposavano troppo l'idea che forti stati secolari nel mondo arabo rappresentassero i migliori garanti della stabilità della regione.
"Le nostre élite accademiche e politiche sono ispirate da idee sbagliate sulla regione, che le portano a politiche sbagliate", accusava, echeggiando una posizione assunta spesso da Perle.
Nei ringraziamenti, Wurmer elogiava coloro che maggiormente avevano influito sul suo lavoro, un vero "annuario delle personalità" di quei neocon più strettamente legati all'estrema destra israeliana, incluso lo stesso Perle, un altro studioso dell'AEI, Michael Ledeen, e il sottosegretario della Difesa per la politica nonché la persona responsabile della pianificazione del dopoguerra iracheno, Douglas Feith.
Wurmser menzionava l'ex-direttore della CIA James Woolsey, che ha chiamato il conflitto con la Siria le prime fasi della "quarta guerra mondiale"; Harold Rhode, un assistente di Feith che si è anche definito "il consigliere per gli affari islamici" di Wolfowitz; e il leader dell'INC, Ahmed Chalabi.
Wurmers ringraziava inoltre Irving Moskowitz, un importante operatore di casinò e finanziatore di vecchia data del movimento dei coloni, che descriveva come "un uomo cortese, i cui generosi contributi all'AEI mi permettono di essere qui oggi".
Si tratta di una mossa significativa, non solo perché Cheney viene ritenuto sempre più la persona con il maggior ascendente sul presidente George W. Bush nel campo della politica estera, ma anche perché avvalora l'idea che i neoconservatori rimangano una formidabile forza politica dietro Bush, nonostante il precipitare dei consensi per il modo in cui Bush sta gestendo il dopoguerra iracheno, a seguito delle ipotesi incorrette divulgate dai "neocon" prima della guerra.
Visto il recente acuirsi delle tensioni tra Washington e Damasco, scatenate dal veto imposto recentemente dagli Stati Uniti su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che condannava un attacco aereo di Israele su un presunto campo palestinese fuori Damasco, l'ascesa di Wurmser assume un rilievo ancora maggiore.
La mossa segue inoltre l'approvazione, da parte della Camera dei Rappresentanti, di una legge che stabilisce nuove sanzioni economiche e diplomatiche contro la Siria.
Lo status di Wurmser all'American Enterprise Institute (AEI), dove era il favorito del superfalco Richard Perle, ex-presidente del Defense Policy Board, è molto eloquente per gli specialisti del Medio Oriente, che rimarcano la stretta e duratura relazione di Perle con Cheney, con il capo del Pentagono Donald Rumsfeld e con il vice di quest'ultimo, Paul Wolfowitz.
Wolfowitz è stato il primo funzionario d'alto rango dell'amministrazione Bush a suggerire che Washington potrebbe intraprendere un'azione contro la Siria, mentre lo scorso Aprile correva voce che dopo l'invasione statunitense Damasco stesse offrendo protezione a leader iracheni e nascondendo armi di distruzione di massa.
"Le cose in Siria dovranno cambiare", ha detto Wolfowitz, accusando il governo del presidente Bashar Assad di essere "estremamente spietato". Rumsfeld ha poi accusato la Siria di permettere a esponenti della "jihad" islamica di infiltrarsi in Iraq per combattere contro le truppe statunitensi.
Perle, che la scorsa settimana era in Israele per ricevere un premio speciale dal "Jerusalem Summit", un gruppo internazionale di sionisti ebrei e cristiani di destra che amano descriversi come i difensori della "civilizzazione" contro il "fondamentalismo islamico", non ha mai fatto segreto del proprio desiderio di affrontare Damasco.
In una serie di interviste, Perle ha applaudito l'attacco di Israele sul territorio siriano, il primo dai tempi della guerra del 1967, una presunta ritorsione per un attacco suicida in Israele. "Sono felice che l'aeronautica israeliana abbia recapitato il messaggio alla Siria, e spero che questo sia solo il primo di molti messaggi simili", ha dichiarato Perle.
Perle ha detto che "spera" che gli Stati Uniti agiscano direttamente contro Damasco, particolarmente se risultasse che la Siria sta agendo da base di finanziamento o di reclutamento per l'insurrezione in Iraq.
"La Siria è essa stessa un'organizzazione terroristica", ha asserito, insistendo che Washington non dovrebbe avere difficoltà a inviare truppe a Damasco nonostante gli impegni in Iraq. "La Siria è molto debole militarmente", ha aggiunto Perle.
Damasco è nelle mire di Wurmser almeno da quando aveva cominciato a lavorare con Perle all'AEI verso la metà degli anni '90.
Nella seconda metà del decennio, Wurmser ha appoggiato spesso nei suoi scritti un impegno congiunto di Stati Uniti e Israele per indebolire l'allora presidente Hafez Assad nella speranza di distruggere il governo baatista e accelerare la creazione di un nuovo ordine nel Levante, dominato da "unioni tribali, familiari e di clan sotto governi limitati".
È proprio per via dell'importanza strategica del Levante che Wurmser ha sostenuto la deposizione del presidente iracheno Saddam Hussein a favore di un Iraqi National Congress (INC) con stretti contatti alla monarchia hashemita in Giordania.
"Chiunque erediti l'Iraq dominerà strategicamente l'intero Levante", ha scritto nel 1996 in un relazione per l'Institute for Advanced Strategic and Political Studies (IASPS) con sede a Gerusalemme.
Wurmser, la cui moglie Meyrav Wurmser, di origini israeliane, dirige le ricerche sul Medio Oriente presso lo Hudson Institute, think tank neoconservatore, è l'autore principale della relazione scritta nel 1996 da una task force creata dal IASPS e diretta da Richard Perle, chiamata lo "Study Group on a New Israeli Strategy Toward 2000" [Gruppo di studio per una nuova strategia israeliana verso il 2000].
La relazione, intitolata "A Clean Break: A New Strategy for Securing the Realm" [Un taglio netto: una nuova strategia per rendere il dominio sicuro] era indirizzata al nuovo primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e presentava una serie di raccomandazioni per porre fine al processo in cui Israele scambiava "terra in cambio di pace", trasformando "l'equilibrio di potere" in Medio Oriente a favore di un asse costituito da Israele, Turchia e Giordania.
Per fare questo, la relazione invocava la deposizione di Saddam Hussein e l'istallazione a Baghdad di un leader hashemita. Da quel punto in poi, la strategia si sarebbe incentrata prevalentemente sulla Siria per ridurre quantomeno la sua influenza sul Libano.
Tra gli altri passi da intraprendere, la relazione raccomandava ad Israele di sponsorizzare attacchi sul territorio siriano lanciati da "gruppi armati appoggiati dagli Israeliani" basati in Libano; e di "colpire obiettivi militari siriani in Libano e, qualora questo non fosse sufficiente, colpire bersagli scelti nella stessa Siria".
"Israele può plasmare il proprio ambiente strategico, in cooperazione con la Turchia e la Giodania, indebolendo, contenendo e persino facendo arretrare la Siria", sosteneva il report, per creare un "asse naturale" tra Israele, Giordania, un Iraq hashemita e la Turchia, che "schiacci e separi la Siria dalla penisola saudita".
"Per la Siria, questo potrebbe preludere a un ridisegno della mappa del Medio Oriente, che potrebbe minacciare l'integrità territoriale della Siria stessa", suggeriva il report.
Una relazione susseguente dello stesso Wurmser, intitolata "Coping with Crumbling States" [Far fronte agli stati in disfacimento] vedeva con favore un sostanziale ridisegno del Medio Oriente lungo linee tribali e familiari, alla luce di quello che chiamava un "fenomeno emergente - il disfacimento delle nazioni secolari e nazionaliste arabe".
L'inclinazione di Washington e dell'Occidente in generale ad appoggiare stati secolari e nazionalisti per contenere la minaccia del fondamentalismo islamico militante è stato un errore strategico, ammoniva Wurmser nel secondo studio, una conclusione che ha ripresentato in "Tyranny's Ally", un libro pubblicato nel 1999 dall'AEI che includeva una prefazione elogiativa di Perle.
Sebbene il libro si incentrasse sull'Iraq e non sulla Siria, in esso venivano elaborati i precedenti argomenti di Wurser, attaccando gli specialisti della regione nelle università statunitensi, nel dipartimento di Stato e nella CIA che, secondo lui, sposavano troppo l'idea che forti stati secolari nel mondo arabo rappresentassero i migliori garanti della stabilità della regione.
"Le nostre élite accademiche e politiche sono ispirate da idee sbagliate sulla regione, che le portano a politiche sbagliate", accusava, echeggiando una posizione assunta spesso da Perle.
Nei ringraziamenti, Wurmer elogiava coloro che maggiormente avevano influito sul suo lavoro, un vero "annuario delle personalità" di quei neocon più strettamente legati all'estrema destra israeliana, incluso lo stesso Perle, un altro studioso dell'AEI, Michael Ledeen, e il sottosegretario della Difesa per la politica nonché la persona responsabile della pianificazione del dopoguerra iracheno, Douglas Feith.
Wurmser menzionava l'ex-direttore della CIA James Woolsey, che ha chiamato il conflitto con la Siria le prime fasi della "quarta guerra mondiale"; Harold Rhode, un assistente di Feith che si è anche definito "il consigliere per gli affari islamici" di Wolfowitz; e il leader dell'INC, Ahmed Chalabi.
Wurmers ringraziava inoltre Irving Moskowitz, un importante operatore di casinò e finanziatore di vecchia data del movimento dei coloni, che descriveva come "un uomo cortese, i cui generosi contributi all'AEI mi permettono di essere qui oggi".
I nuovi rivoluzionari
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