Maurizio Caprara: Consiglio di Sicurezza. L'Italia punta all'alleanza con i Paesi arabi

24 Settembre 2004
Per impedire che Germania e Giappone ottengano seggi permanenti in un futuro Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Franco Frattini punta a prendere la testa di un corteo dei Paesi arabi danneggiati dalla prospettiva di una riforma del genere. Su questi Stati, a cominciare dall'Egitto, fa perno la tattica seguita a New York dal ministro degli Esteri, intenzionato a ostacolare un cambiamento che, sul piano internazionale, farebbe retrocedere l'Italia rispetto agli altri due sconfitti della Seconda guerra mondiale rinvigoriti nel secolo scorso dallo sviluppo economico. Il capo della diplomazia italiana, che interverrà domani all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, mira a far schierare contro i progetti di Berlino e Tokio gli Stati dell'Africa settentrionale destinati a sentirsi penalizzati se Germania e Giappone riusciranno a far aumentare i membri stabili del Consiglio. Adesso i seggi permanenti sono cinque, ricoperti dai quattro principali vincitori della guerra mondiale più la Cina. Anche qualora aumentassero e fossero assegnati, oltre che a tedeschi e giapponesi, al Brasile per la sua importanza in America Latina e all'India per il suo rilievo in Asia, sul versante africano le grandi dimensioni di Paesi del Sud con popolazione prevalentemente nera metterebbero fuori gioco gli arabi. In vantaggio sarebbero o il Sudafrica o la Nigeria. Dice Frattini al Corriere: "Come si fa a sostenere che il Consiglio di Sicurezza diventerebbe più rappresentativo senza nemmeno un rappresentante dei Paesi arabi? Finora, le ipotesi di nuovi membri permanenti non lo prevedono. Così il meccanismo sarebbe migliore?". La sua risposta va da sé: "No, e negli incontri che sto avendo a New York lo faccio presente ai miei interlocutori arabi. È un bel segnale per i Paesi islamici? No. E poi: come fanno i nostri amici tedeschi a firmare una Carta costituzionale europea quando rivendicano seggi soltanto per gli Stati nazionali?". La leva con la quale Frattini prova a sottrarre alleati a Germania e Giappone è l'indicazione di un traguardo più accessibile per Paesi impossibilitati ad ambire a un posto fisso nel Consiglio di sicurezza. La proposta di introdurre anche "seggi aggiuntivi non permanenti", dalla durata raddoppiata rispetto ai due anni già in vigore per i temporanei. Seggi da aggiudicare attraverso elezioni. Soprattutto, con una rotazione "negli ambiti regionali" che permetterebbe a molti Paesi di sperare di accrescere il proprio ruolo, non a pochi. Tra i 25, che finora hanno accettato l'invito a una colazione offerta da Frattini a quanti sono vicini alla posizione italiana, ci sono l'Egitto, il Marocco, l'Algeria. E il ministro è stato contento di incrociare al Palazzo di Vetro il segretario generale della Lega araba, l'egiziano Amr Moussa. "Ci siamo abbracciati" racconta Frattini. "Anche sul caso di questi giorni mi ha promesso che farà di tutto. Mi ha detto: ‘Ho in mente una nuova cosa da fare’" riferisce alludendo a Simona Pari e Simona Torretta. Quando Berlusconi nel 2001 parlò di superiorità dell'Occidente sull'Islam, Moussa fu uno dei più duri. Da allora, la Germania ha cercato di farsi preferire all'Italia dagli arabi. Ma in politica non esistono posizioni eterne.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …