Se la fabbrica entra in libreria. Francesco Dezio e i "Brad Pitt" raccontano Nicola Rubino

12 Ottobre 2004
Un reading diverso dal solito, urlato, ma non troppo, forse efficace, certamente fuori dal coro. La libreria Feltrinelli, alle 20, è ancora molto trafficata: si legge, si videogioca, si chiacchera. Ma chissà cosa avranno pensato le decine di persone radunatesi intorno alla performance offerta dal 34enne operaio-scrittore altamurano Francesco Dezio, che, insieme al basso di Vito Basile, alla chitarra di Daniele Dileo e alla batteria di Mimmo Ciccimarra (in arte i "Brad Pitt"), si è esibito in una sorta di rock-reading del suo ultimo romanzo Nicola Rubino è entrato in fabbrica.
L'occasione è propizia, Nicola Rubino è l'alter ego di Dezio e, per una sera, è uscito dalla fabbrica per gridare in libreria una rabbia senza confini, o, come precisa lo stesso Dezio nella postfazione al romanzo, ‟una grande incazzatura, un'incazzatura enorme e incontenibile”. Ecco da dove nasce il libro, specchio fedele di come vadano spesso a finire i sogni di chi viene assunto dal contratto di formazione di una multinazionale "leader nel settore" della produzione dei motori diesel.
Dezio ha letto alcuni passi del romanzo con fervore e passione e per qualche istante abbiamo avuto l'impressione di sentire la voce insistente e disperata di Giovanni Lindo Ferretti -leader degli storici CCCP - in uno di quei concerti che hanno segnato la scena rock italiana di fine Anni '80. D'altronde Ferretti è, insieme ai tedeschi Einstürzende Neubaten e a Trent Reznor, una delle tappe obbligate di un'immaginaria colonna sonora che Dezio confessa di aver metabolizzato durante la scrittura del libro.
E allora tutti i presenti in libreria sorridono amaro, storditi dalle provocazio-ni di Nicola Rubino che non possono passare inosservate: la fabbrica è la ‟cattedrale d'acciaio”, l'acquazzone di un temporale lì vicino è ovviamente "senza arcobaleno" e ormai anche il linguaggio del padrone soffre di troppi inglesismi e tecnicismi demagogici. "Per compiere quella che è la nostra mission abbiamo bisogno di un team giovane, flessibile e motivato, con un buon know how, orientato al problem solving", recita a memoria un ingegnere davanti ai candidati pronti al contratto di formazione. Negli occhi di Dezio c'è ancora tutta la rabbia di chi ha vissuto dal di dentro la triste realtà dello sfruttamento operaio; per una sera la fabbrica entra in libreria e fa riflettere, mentre dal sound dei "Brad Pitt", contrappuntato qua e là da un piacevole punk-rock melodico, fa capolino anche qualche schitarrata alla Frank Zappa.

Nicola Rubino è entrato in fabbrica di Francesco Dezio

La grande occasione di Nicola Rubino, trentenne operaio pugliese, è finalmente arrivata. Una multinazionale, "leader nel settore" della produzione dei motori diesel, lo ha assunto con un contratto di formazione. Un futuro garantito e tutelato dal mitico posto fisso lo aspetta come un miraggio al te…