Maurizio Caprara: Taba, gli Usa accusano Al Qaeda, Mubarak insiste sui palestinesi

14 Ottobre 2004
Esistono, finora, almeno due tesi importanti su quale sia il gruppo colpevole della strage all'hotel Hilton di Taba. Al di là delle rivendicazioni dell'attentato di giovedì scorso, che non hanno convinto del tutto gli investigatori, Israele accusa Al Qaeda e la sua valutazione trova appoggi negli Stati Uniti. Il presidente egiziano Hosni Mubarak, invece, pur evitando di sbilanciarsi in pubblico, lontano dai riflettori ha continuato anche ieri ad attribuire la responsabilità della carneficina a settori di palestinesi. Settori, a suo avviso, contrari a un ruolo di mediazione del suo Paese in un futuro processo di pace con gli israeliani. Israele ha servizi segreti di indubbie capacità. Gli Stati Uniti lo stesso. L'Egitto conosce meglio di tutti il posto sul quale è scoppiato l'esplosivo. Ognuno dei tre Paesi ha titolo per esprimersi in materia. Ma sarebbe ingenuo credere che le differenti interpretazioni sulle responsabilità della strage siano del tutto slegate da valutazioni politiche. In Egitto, per esempio, ci sono quotidiani che addebitano la colpa delle bombe a Israele. Così ieri, in una pausa del suo incontro con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, quando i giornalisti hanno domandato a Mubarak se ritiene responsabili gli israeliani, la risposta è stata: "Su Taba penso che tutto quanto è stato detto in questo periodo sia infondato. Non posso accusare per ora Israele o altri. Si tratta di un attentato che presenta peculiarità: lo stile è diverso da quello dei precedenti attacchi in Egitto. Servono indagini approfondite". Senza cronisti di mezzo, sia a Ciampi lunedì sia a Berlusconi ieri Mubarak ha spiegato che per il momento ritiene responsabili palestinesi ostili alla pace. Hamas aveva negato di aver agito fuori dalla Palestina, e del resto non risulta che Mubarak abbia indicato questo come il gruppo dietro le bombe. "Pare, probabilmente, un attacco di al Qaeda" ha sostenuto il vicepresidente americano Dick Cheney durante la sua campagna elettorale nello Iowa. "Non lo sappiamo ancora per certo" ha aggiunto. Un funzionario poi ha spiegato ai cronisti che l'opinione del vice di George W. Bush deriva soprattutto da quanto riporta la stampa israeliana, più che dai servizi americani. In Israele, tra l'altro, Yediot Ahronot ha scritto che un dirigente di Al Qaeda aveva dormito due mesi fa proprio all'Hilton di Taba. Tra i timori dell'Egitto c'è un crollo del turismo. Berlusconi ha voluto rassicurare Mubarak: "Non prevediamo una diminuzione dei turisti italiani". Nel 2003 sono stati 796 mila. Per l'economia del Paese di Mubarak, del quale siamo il secondo partner commerciale, i danni di un calo sarebbero forti.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …