Alessandra Arachi: I giovani contro l'aborto, ma favorevoli all'eutanasia

01 Dicembre 2004
Era l’ultima sezione del questionario, quella dedicata ai diritti. Alla vita, alla morte, alla fecondazione artificiale. I ragazzi non sembrano aver esitato: siete favorevoli all’aborto? Il 49% ha risposto: no. Il 13%: non so. E solamente il 38% ha detto sì. Amore per la vita? Non indiscriminato. Perché la domanda dopo recitava: siete favorevoli all’eutanasia? E questa volta è stata la maggioranza a non esitare: sì (41,2%), contro il 34,8% dei no e un consistente 24% di indecisi. Il questionario lo avevano messo a punto l’Eurispes e il Telefono Azzurro per il rapporto annuale, il quinto, sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza. Alle domande sui diritti hanno risposto soltanto i più grandi, gli adolescenti, poco più di tremila giovani tra i 12 e i 19 anni, intervistati nelle scuole pubbliche dislocate su tutto il territorio nazionale. Li hanno intervistati su praticamente tutti i diritti della società civile che sono stati conquistati negli ultimi trent’anni. Ma il diritto al divorzio è stato messo in discussione soltanto da una minoranza (34,6%) contro un 54,9% di strenui difensori e un 10% di indecisi. Ha diviso gli animi, invece, il diritto alla fecondazione artificiale. Non è un tema che i ragazzi sentono troppo vicino, troppo alle prese con i primi rapporti. Ma alla domanda "sei favorevole?" hanno risposto: sì (40,2%), no (43,4%), non so (16,4%).

Post-ideologici.
Guarda questi dati sull’aborto e non si stupisce Franco Garelli, sociologo dell’università di Torino e autore di un libro-ricerca sui giovani, il sesso, l’amore. "Siamo di fronte a una generazione decisamente più pacifica e più riflessiva della precedente" dice il sociologo. E spiega: "È una generazione che ha oltrepassato la tendenza alla rivoluzione, alla ricerca della libertà come imperativo categorico. Sono figli di un pluralismo che ricompone i cocci". Sono i rappresentanti di una generazione post-ideologica, garantisce Franco Garelli. E spiega ancora: "I loro legami affettivi ma anche sessuali non vengono centrati su progetti e ideali, bensì sulla condivisione dei sentimenti, sul buon vivere insieme, sulla buona prassi. In sintesi: procedono per affinità elettive e non più ideologiche".

Prima volta consapevole
Paola Piattella, responsabile del centro adolescenti dell’Aied, è soddisfatta di queste risposte: "Voglio leggerle con la soddisfazione di un lavoro che facciamo da anni. I giovani sono contrari all’aborto come forma di contraccezione". Paola Piattella ne ha visti tanti di ragazzini e ragazzette nei suoi sedici anni di lavoro all’Aied, l’associazione che da oltre cinquant’anni si batte per l’educazione alla demografia nel nostro Paese. Garantisce: "Posso dire che negli ultimi anni è aumentato, e di molto, il senso della consapevolezza alla sessualità. Le ragazze in particolare arrivano nei nostri studi con un desiderio di vivere la sessualità con serenità e consapevolezza". C’è stato un cambiamento sostanziale di comportamento delle ragazze negli ultimi anni: "Prima arrivavano qui per chiederci aiuto a rimediare ai danni. Oggi sono in tante che si presentano all’Aied prima di avere rapporti sessuali. Arrivano qui e ci chiedono: cosa dobbiamo fare? Quali precauzioni dobbiamo prendere? Alcune sono anche accompagnate dalle mamme".

Crollo degli aborti
Non sono soltanto parole quelle che ci indicano una consapevolezza della sessualità tra i più giovani oggi. Perché basta guardare i numeri per capire: negli ultimi vent’anni il numero degli aborti in Italia si è quasi dimezzato, passando dai quasi 235 mila del 1982 (anno record per le interruzioni volontarie di gravidanza) ai nemmeno 133 mila del 2003. "Ma la verità è che il calo del numero degli aborti potrebbe essere anche ben più evidente" dice ancora la ginecologa Paola Piattella. E spiega: "Leggendo queste cifre, si deve infatti tenere conto degli extracomunitari che, indubbiamente, contribuiscono a far crescere il numero delle interruzioni di gravidanza".
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