Maurizio Caprara : Il rapimento di Giuliana Sgrena. "Abbiamo già avviato le trattative per il rilascio"

07 Febbraio 2005
"La macchina delle trattative è già stata avviata": Silvio Berlusconi ha pronunciato queste parole, ieri, mentre sul sequestro della giornalista del manifesto Giuliana Sgrena a Bagdad i punti interrogativi superavano di gran lunga le certezze. "Ho lavorato fino ad ora con Giuseppe Pisanu. È stato avviato tutto ciò che doveva essere avviato. Speriamo che sia un sequestro politico e che ci sia così una migliore possibilità per arrivare a un risultato", ha aggiunto il presidente del Consiglio. Prima ancora che si delineino con precisione le strade da percorrere per cercare di risolvere il caso, il rapimento ha prodotto un effetto: inviti a riprodurre, tra centrodestra e centrosinistra, la stessa solidarietà nazionale ad hoc sperimentata durante la prigionia di Simona Torretta e Simona Pari. Un’impostazione condivisa almeno da Gianfranco Fini, Piero Fassino, Walter Veltroni. Come le due Simone, che erano in Iraq per un’organizzazione non governativa, Giuliana Sgrena è un’italiana di sinistra contraria alla guerra. Come allora, la gestione più delicata del caso tocca a un governo che, a guerra ufficialmente finita, mandò militari in Iraq. Fassino ha indicato il settembre scorso come un modello: "Abbiamo preso contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario Gianni Letta, chiedendo di compiere tutti gli sforzi possibili. Come si è fatto in altre situazioni analoghe e confermando così, come abbiamo avuto modo di fare in occasione del rapimento delle Simone, l’assoluta disponibilità del centrosinistra e delle forze di opposizione a collaborare con il governo per tutto quanto necessario a liberare Giuliana Sgrena". Identica la linea di Veltroni, altro ds: "Attivare lo stesso meccanismo che consentì la liberazione delle due Simone. Tutto quello che si potrà fare dovrà essere fatto dal Paese unito", ha dichiarato il sindaco di Roma. E il direttore del manifesto Gabriele Polo, d’accordo con lui, ha annunciato per oggi alle 18 in piazza del Campidoglio una manifestazione analoga a quella che chiese il rilascio delle Simone. "Ci sono momenti in cui visioni e valutazioni abissalmente diverse sulla realtà irachena finiscono per non contare nulla: è uno di quei momenti", ha detto il ministro degli Esteri Fini. "Deve essere impegno di tutti sottrarre un connazionale alla barbarie di un sequestro. Già in altri momenti tra le forze politiche c’è stata collaborazione senza divisioni", ha ricordato Fini. A giudizio di Prodi, il sequestro della giornalista e la morte dell’ufficiale italiano in Afghanistan danno "l’idea corposa" del "continuo costo umano della guerra". Secondo Bertinotti trattare con i rapitori è giusto: "Bisogna guardare anche a coloro che hanno compiuto il sequestro come interlocutori per aprire un varco di pace nel linguaggio della guerra e salvare la vita a Giuliana".

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …