Maurizio Caprara: Fini in visita a Belgrado. “No all’indipendenza rapida di Montenegro e Kosovo”

28 Febbraio 2005
Benché sia stato accompagnato da qualche frase diplomatica sul diritto dei popoli a compiere le proprie scelte, l’altolà di Gianfranco Fini è stato chiaro: "Se si procede nei Balcani con la disgregazione, la storia insegna che si sa dove si comincia e non si sa dove si finisce". Come a dire: state attenti, la strada delle divisioni è scivolosa, da queste parti le guerre fanno parte della storia recente e non è il caso di sottoporre a scossoni gli equilibri attuali. Destinatari del messaggio che il ministro degli Esteri italiano ha inviato ieri al fianco del suo collega di Belgrado Vuk Draskovic sono i fautori di un’indipendenza rapida del Montenegro, tornati alla carica martedì con la proposta di una separazione consensuale dalla Serbia. Ma lo sono anche i kosovari albanesi che fremono per staccarsi da quanto resta della ex Federazione Jugoslava superando i vincoli della risoluzione 1244 dell’Onu, accettata sei anni fa sull’onda del sollievo per la sconfitta militare subita da Slobodan Milosevic. Oggi Fini sarà a Pristina, proverà a convincere il presidente del Kosovo Ibrahim Rugova che prima la sua terra deve abituarsi a rispettare i serbi, gli ex persecutori della componente albanese, e soltanto dopo si potrà discutere di uno status di maggiore autonomia. Ieri, tutto sommato, era una giornata più semplice. La Serbia voleva rassicurazioni, e il vicepresidente del Consiglio italiano gliele ha date. "Pensare di stabilizzare i Balcani senza coinvolgere Belgrado significa commettere un errore", è stata la tesi di Fini, favorevole tra l’altro a consolidare i rapporti economico-commerciali (l’Italia è il terzo fornitore della Serbia e il secondo acquirente dei suoi prodotti). Draskovic, in cambio, ha dichiarato: "Sul Consiglio di sicurezza dell’Onu ho assicurato personalmente al mio collega che Serbia e Montenegro daranno pieno appoggio alla candidatura italiana per il turno che comincia nel 2007. E appoggeremo la proposta italiana di riforma del Consiglio contenuta nell’ipotesi B avanzata dal panel di esperti di alto livello". La campagna sul Palazzo di Vetro è una priorità della Farnesina. Giovedì scorso, Fini ha cercato di convincere la Slovacchia a non sostenere la richiesta tedesca di un seggio permanente. Lo ha fatto sottolineando che l’ipotesi B (aggiungere nel Consiglio di sicurezza seggi temporanei di durata più lunga del biennio attuale, da assegnare con elezioni su base regionale) garantirebbe ai piccoli Paesi maggiore influenza. A New York il nostro rappresentante presso l’Onu Marcello Spatafora, che oggi interviene nell’Assemblea generale, presenterà presto a Kofi Annan la piattaforma negoziale di oltre 20 Paesi. Martedì, la proposta di trasformare l’unione delle Repubbliche di Serbia e Montenegro in una confederazione di Stati indipendenti è stata formulata dal primo ministro e dal presidente montenegrini Milo Djukanovic e Filip Vujanovic. Il legame dovrebbe consistere in un Parlamento e una diplomazia comuni. Il premier serbo Vojislav Kostunica, uno degli interlocutori di Fini, ha bocciato l’idea definendola "una rottura degli accordi" del 2003.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …