Marina Forti: Jakarta, sentenza leggera per Ba'asyir

04 Marzo 2005
Un tribunale nella capitale indonesiana Jakarta ha condannato ieri a 30 mesi di galera il predicatore islamico Abu Bakar Ba'asyir per il reato di "cospirazione", al termine di un processo che ha senza dubbio rafforzato le credenziari dell'anziano predicatore come leader fondamentalista. Il processo a Abu Bakar Ba'asyir è un caso politico molto delicato in Indonesia ed è stato osservato molto da vicino dagli Stati uniti e dall'Australia, che ne hanno fatto una sorta di "test" della volontà di Jakarta di partecipare alla guerra al terrorismo. Ba'asyir era imputato di aver ispirato la strage di Bali, dove 202 persone furono uccise in un attentato in una discoteca nell'ottobre 2002, e le bombe all'hotel Marriot di Jakarta nell'agosto del 2003.
Ebbene, la corte ha prosciolto il religioso dall'accusa delle bombe al Marriot: il religioso si trovava allora in prigione e nessuna prova permette di dire che fu lui a mandare gli attentatori. Durante il processo era già caduta l'imputazione più grave, di aver partecipato a organizzare materialmente la strage di Bali. È stato invece riconosciuto colpevole della "maligna cospirazione" che ha permesso l'attentato di Bali. La sentenza precisa: "L'imputato sapeva che gli attentatori erano persone che si erano addestrate in Pakistan e in Afghanistan". Si riferisce a una delle poche prove a carico per il predicatore: un incontro con Amrozi, uno dei principali imputati (confesso) della strage di Bali, il quale gli disse che "gli amici" stavano preparando "un programma" a Bali: il maestro spirituale gli disse "lascio a voi la decisione" - era pochi mesi prima della strage. Ma questo non si traduce, in termini legali, in nulla più che in "cospirazione". Le prove a carico erano per la verità fragili sin dall'inizio, basate solo su confessioni di imputati mai processati, spesso ritrattate in aula.
La sentenza ha suscitato commenti indignati e opposti, ieri. Ba'asyir ha dichiarato che "è ingiusta" e farà appello. Decine di suoi sostenitori, che affollavano l'aula del tribunale e la strada di fronte, hanno urlato con rabbia "Allah akbar", dio è grande, e scandito slogans antiamericani, anti-ebrei e anti-cristiani. Durante tutto il processo la difesa ha sostenuto che l'accusa era costruita sotto la pressione degli Stati uniti. Cosa di cui sono convinti molti in Indonesia, anche tra i più moderati: convinzione che sarà stata rafforzata dalla testimonianza, in aula, di un ex interprete della Casa Bianca: ha detto che durante un incontro a Jakarta gli inviati presidenziali Usa hanno chiesto al governo indonesiano di arrestare Ba'asyir e consegnarlo a Washington.
Ora la sentenza a carico di Ba'asyir sembra ridicolmente leggera agli Stati uniti. "Rispettiamo l'indipendenza della corte, ma vista la gravità delle accuse siamo delusi da una condanna così breve", ha subito commentato ieri Max Kwak, un portavoce dell'ambasciata Usa a Jakarta. Ha fatto eco il ministro degli esteri australiano Alexander Downer: "Siamo delusi. Volevamo vedere una condanna più lunga", ha detto alla televisione australiana.
Gli Stati uniti considerano Ba'asyir uno dei grandi vecchi del terrorismo nel sud-est asiatico legato a al Qaeda. Ma questo è molto difficile da provare. Ba'asyir, nato nel 1938 a Jombang, città di Java orientale, è di sicuro un esponente dell'islam più radicale e politico in Indonesia: fondatore negli anni `70 di una scuola islamica nota come Pondok Ngruki, incarcerato ai tempi di Suharto, andato in esilio in Malaysia nel `79 (dove ha rafforzato i contatti con discepoli in tutta la regione) e rientrato solo vent'anni dopo, predica la sharia come legge di una "comunità islamica" (Jemaah Islamiyah) che abbracci dalla Thailandia meridionale alle filippine passando per Malaysia e Indonesia. Dalla sua scuola sono usciti alcuni degli attentatori di Bali, e alcuni dei militanti che si sono addestrati in afghanistan nei campi di Osama bin Laden. Ma lui ha sempre negato di essere il capo della Jemaah Islamiyah - nega perfino che esista. Questo è il secondo processo a suo carico dal 2002: nel primo fu prosciolto completamente.
Marina Forti: Jakarta, sentenza leggera per Ba'asyir