Maurizio Caprara: La rivolta dei finlandesi. Boicottiamo i prodotti italiani
27 Giugno 2005
Dopo la presidente, in Finlandia, si è offesa la renna. O meglio, si sono offesi quei finlandesi che della renna non vogliono sentire parlar male perché ne vendono la carne a molti consumatori. E adesso rischiano di andarci mezzo il vino e l’olio italiani, potenziali bersagli di un boicottaggio commerciale. Silvio Berlusconi, martedì, si era attribuito il merito di aver fatto scegliere Parma come sede dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nel 2003, con queste parole: ‟Ho dovuto esercitare le mie arti da playboy , ormai lontane nel tempo. Rivolsi alla presidentessa le mie amorevoli cure”. Tarja Halonen, la presidente della Repubblica di Finlandia, ha fatto già convocare l’ambasciatore d’Italia a Helsinki Ugo De Mohr per ottenere spiegazioni su una frase giudicata poco riguardosa. Ieri è scattata una reazione per altre frasi del presidente del Consiglio italiano, quelle che presentavano un po’ come un sacrificio mangiare una delle principali specialità della terra di Tarja Halonen. ‟Ero stato da poco in quel Paese dovendo sottostare alla dieta finlandese. Credo che Barroso gradirà molto di più assaggiare il culatello rispetto alla renna affumicata” aveva detto Berlusconi al presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso. ‟Quando comprerò il vino frizzante per Ferragosto, scarterò le bottiglie italiane” è stato il commento di Esa Harmala, capo dell’Unione dei produttori agricoli della Finlandia, il Mtk. Paula Viertola Jern, della stessa organizzazione, ha dichiarato al quotidiano ‟Helsingin Sanomat” che le affermazioni di Berlusconi sono ‟profondamente offensive”: ‟Ha insultato la Finlandia e soprattutto il suo presidente”. Sui nostri prodotti, anche lei ha sentenziato: ‟Nelle feste di Ferragosto, sulla mia tavola non ce ne sarà alcuno”. La nostra ambasciata a Helsinki ha già ricevuto tante e mail di protesta. La linea difensiva di Palazzo Chigi era che il Cavaliere scherzava. E Berlusconi ieri l’ha confermata. ‟Ora faccio la corte anche a Letizia” ha detto davanti ai giornalisti e a fianco del ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. ‟C’è una mancanza di sense of humour generale” ha sostenuto. ‟Qualcuno ha raccontato a quei signori lì che io avevo offeso la presidente finlandese, ma quando hanno saputo che cosa avevo detto...” ha minimizzato. Il problema è che la tesi dello scherzo non capito, fino a ieri, aveva convinto poco i finlandesi, scontenti di essere considerati privi di autoironia. In via riservata, nei giorni scorsi, la diplomazia italiana aveva consigliato un gesto di scusa formale. Ad esempio, una lettera. Rinunciare a ospitare l’Agenzia, per la Finlandia, fu una decisione sofferta. Sentirci scherzare sopra suonerebbe indelicato per un certo orgoglio nazionale. Ma Berlusconi, alle scuse formali, preferisce la via del non facciamone drammi. Stando ad alcune voci, il membro finlandese dell’Agenzia, Pirkko Raunemaa, mediterebbe di dimettersi. Il posto del suo Paese, in ogni caso, non resterebbe vuoto a lungo. L’esigenza principale è evitare ripercussioni sui prodotti italiani. Forse, riabilitando la renna. Finlandia Finlandesi in abiti tradizionali su una slitta trainata da una renna: la carne dell’animale è molto apprezzata
Maurizio Caprara
Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …