La delibera approvata ieri parla chiaro: no agli incontri di wrestling tra le quattro e le sette del pomeriggio, le ore considerate fascia protetta per la visione dei bambini. Ma il Comitato tv e minori si riserva di mettere in atto ulteriori provvedimenti pur di tentare di arginare questa moda. Meglio, pur di ‟evitare che si accentui e si cronicizzi l’attuale punta di infatuazione”, così come testualmente recita la delibera varata da questo Comitato che è un organo del ministero delle Comunicazioni ed è presieduto da Emilio Rossi, cattolico ed ex-direttore del Tg1.
Non ha poteri sanzionatori, il Comitato tv e minori. Ma è grazie alle sue delibere che possono essere sporte denunce e fatte segnalazioni all’autorità delle comunicazioni che, questa sì, ha potere di sanzionare le emittenti che disattendono la delibera. Una battaglia che sembra appena cominciata, visto che il Comitato già si dichiara pronto a voler portare avanti altre iniziative.
Ma davvero si vuole portare avanti una battaglia contro le lotte del mitico John Cena? Per il senatore di An Michele Bonatesta, membro della commissione di Vigilanza sulla Rai, non ci sono dubbi: ‟Il wrestling per un bambino, che non è in grado di discernere la realtà dalla finzione, è un condensato di scene estremamente violente e diseducative, che può anche spingere all’emulazione ‟. La delibera del Comitato in questo senso parla chiaro: ‟È indispensabile che le trasmissioni di wrestling, altrimenti programmate, siano quanto meno accompagnate da avvertenze e segnali indicanti la necessità che i minori in visione siano assistiti da adulti, come pure da annunci sia verbali sia scritti...”.
I membri del Comitato tv e minori si rivolgono soprattutto a Sky e a Italia 1, le emittenti che in questo ultimo anno hanno sbancato gli ascolti con le finte battaglie degli eroi ciccioni e da fumetto. Ma da Sky non esitano a prendere le distanze dalla delibera, agevolmente. ‟Stiamo talmente attenti alla tutela dei minori che tutti nostri programmi possono essere facilmente controllati dagli adulti grazie al "parental control", dice Tullio Camiglieri direttore della comunicazione della tv. Del resto il wrestling su Sky sport va in onda pure fuori la fascia protetta, visto che comincia tutti i giorni alle 19”.
La delibera del Comitato tv e minori sembra invece fatta quasi su misura per i programmi di wrestling di Italia 1 che, se il lunedì vanno in onda alle 21, il pomeriggio del sabato la fascia protetta la acchiappa tutta per intero, dalle 16 alle 19 giusto giusto. Ma da Italia 1 non sembrano certo intenzionati a cancellare un simile successo dal palinsesto in seguito a questa delibera che mette in guardia dal rischio che il wrestling possa provocare ‟una mancanza di rispetto della persona umana attraverso scene di violenza (anche se solo apparente) ripetuta e ostenta”. A questo punto l’intervento di Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart (Associazione italiana ascoltatori radio telespettatori) sembra una risposta ai dirigenti Mediaset: ‟Ciò a dimostrazione del fatto che molte emittenti tv private continuano a puntare solo su trasmissioni che portano introiti pubblicitari, senza curarsi affatto dei loro effetti ‟.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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