Da una quindicina d´anni, Cristina Comencini alterna l´attività di regista a quella di scrittrice. Ha diretto sette film e scritto cinque romanzi, tenendo distinti i due impegni, almeno fino ad oggi. Perché adesso il suo ottavo film, La bestia nel cuore, sugli schermi a settembre e candidato al concorso della prossima Mostra di Venezia, le cui riprese sono appena terminate, non è che la trasposizione cinematografica del suo più recente romanzo.
‟L´idea di realizzare un film dal mio libro - confessa la Comencini - non è partita da me. Mi spaventava l´idea di rifare qualcosa che avevo già fatto, ma successivamente mi sono lasciata convincere anche perché La bestia nel cuore parla di cinema. Poi sul set il lavoro è stato assolutamente creativo: il fatto che alle spalle del film ci fosse il libro non mi ha condizionata”.
Al centro del libro e del film c´è Sabina, interpretata da Giovanna Mezzogiorno, doppiatrice dalla vita apparentemente serena che, quando si scopre incinta, è costretta a fare i conti col proprio passato rimosso e una violenza che lei e suo fratello hanno subito nell´infanzia. Così prima di comunicare la notizia della gravidanza al suo compagno Franco (Alessio Boni), raggiunge il fratello Daniele (Luigi Lo Cascio) negli Stati Uniti, dove lui insegna letteratura latina in un college.
La bestia nel cuore si svolge in tre location: Roma, una breve tappa nel Salento e appunto il viaggio in Usa. ‟Roma - spiega Cristina Comencini - è la città del cinema ed è logico che i protagonisti abitino nella capitale. La casa di Sabina e Franco è un attico, piccolo e modesto, ma con una grande terrazza affacciata su Ponte Milvio. Il primo ciak è stato battuto nel cimitero del Verano, in una zona di vecchie cappelle anni ‘30 e ‘40. Finalmente ho potuto girare anche a Villa Borghese, dove mi piacerebbe girare un film intero, e in particolare al Parco dei Daini, che frequento fin da bambina e dove mi reco spesso a cercare ispirazione. Ma ho raccontato Villa Borghese caricandola di un´atmosfera cupa e inquietante, con Sabina che corre fra statue marmoree dalle teste mozzate che incutono timore”.
Ma la Roma di La bestia nel cuore è anche la città trafficata di via Cola di Rienzo e di piazza Esedra, dove si muovono Emilia (Stefania Rocca), l´amica del cuore non vedente di Sabina, e Maria (Angela Finocchiaro), l´assistente di doppiaggio, e quella architettonicamente raffinata del Ponte degli Angeli e della zona pedonale di fronte a Castel Sant´Angelo. ‟Tuttavia - precisa la regista - non si deve pensare a La bestia nel cuore come a un film dichiaratamente realistico: anche le riprese in esterni sono utilizzate per ricreare un clima psicologico di inquietudine e mistero. Per questo motivo per la parte che racconta gli incubi e i ricordi di Sabina ho preferito immaginare una casa fuori dal tempo e dallo spazio, un po´ metafisica, ricostruita in studio a Cinecittà”.

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