Maurizio Caprara: Nucleare, l’Iran vuole un ruolo attivo per l’Italia

13 Luglio 2006
Che il primo governo Prodi fosse apprezzato dai riformisti iraniani di Mohammad Khatami, negli anni Novanta, era risaputo. Che il secondo governo Prodi sia benvisto dai conservatori, i quali nel frattempo hanno preso il potere a Teheran, è una novità e prende corpo ogni giorno di più. ‟La decisione dell’Italia di voler far uscire le proprie forze dall’Iraq è sicuramente lungimirante”, diceva ieri Ali Larijani, l’uomo incaricato dal presidente Mahmoud Ahmadinejad di negoziare con il resto del mondo sui piani nucleari dell’Iran. Il segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale lo sosteneva in un’intervista al ‟Corriere” rilasciata durante la sua visita a Roma. Non sono parole di pura cortesia diplomatica se si considera che Teheran è influente tra gli sciiti di Nassiriya, la città irachena che i nostri militari lasceranno entro il 2006. E accompagnavano un invito a far contare di più l’Italia nei negoziati sui progetti atomici iraniani che tengono in ansia la diplomazia di mezzo mondo, preoccupata di vedere in futuro, nonostante le smentite, armi nucleari nelle mani della Repubblica islamica fondata dall’ayatollah Ruollah Khomeini. Un dossier per il quale oggi, a Bruxelles, Larijani sarà ricevuto da Javier Solana, alto rappresentante europeo per la politica estera.

Lei è venuto a Roma per parlare con Romano Prodi e Massimo D’Alema. Ma che cosa può fare il nostro Paese sulla partita del nucleare iracheno alla quale è formalmente estraneo? A trattare con voi prima era la troika di Regno Unito, Germania e Francia, poi si è passati ai cinque Paesi del Consiglio di sicurezza dell’Onu più i tedeschi...
Come siete bravi nel gioco del calcio, e colgo l’occasione per congratularmi della vittoria ai Mondiali, l’Italia è un potente Paese europeo. Conosce bene le vicende mediorientali. Perciò potrebbe svolgere un ruolo importante non soltanto per la soluzione di questioni regionali, ma internazionali.

Sul nucleare?
Non so perché in passato non abbiate avuto un ruolo nelle trattative. Però accogliamo con favore la presenza attiva dell’Italia sia su questo che su altri temi internazionali. In alcuni Paesi europei che sono stati protagonisti non abbiamo fiducia.

A quali Stati si riferisce?
Mentre proseguiamo le trattative con l’Europa, il premier britannico Tony Blair ha detto sull’Iran parole del tutto deprecabili, fuori luogo. È riuscito soltanto ad aumentare la nostra sfiducia. Non è così per l’Italia. Il vostro Paese è il nostro primo partner commerciale nell’Unione europea. La sua attivazione su queste questioni ne aumenterà ancora di più il prestigio.

Quando parla di altre questioni internazionali pensa ai futuri assetti dell’Iraq?
Sì, ma anche all’Afghanistan, alla questione palestinese. La decisione dell’Italia di voler far uscire le forze dall’Iraq è lungimirante. Perché gli Usa hanno commesso un grave errore: si sono buttati in un pozzo senza fondo e, nel cadere, hanno cercato di tirar giù altri. Pare l’Italia, a metà strada, si sia ripresa e voglia venirne fuori.

Sembra che il governo attuale vi vada meglio di quello di Berlusconi. È così?
Ci pare che il governo attuale stia seguendo una strategia positiva sulle vicende internazionali e accogliamo ciò con favore. Dato il grande prestigio di Prodi, crediamo ci siano tutti i presupposti per farlo.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …