Maurizio Caprara: Prodi: Ahmadinejad può negoziare ma ci chiede maggiore flessibilità
22 Settembre 2006
Sapeva che qualcuno avrebbe storto il naso, era cosciente di non ricavarne soltanto congratulazioni, però Romano Prodi ha innestato la sua marcia da motore diesel, misurata e costante, e ha tirato dritto. Non ha rinunciato, il Professore, al suo incontro con il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, l’uomo che George W. Bush punirebbe con sanzioni per la sua ostinazione nel cercare di dotarsi di energia nucleare. Ai margini dell’assemblea generale dell’Onu riunita a New York, Prodi ieri ci si è avviato fornendo questa motivazione: ‟Ho visto che molte sopracciglia si sono alzate, ma bisogna fare ogni sforzo per evitare il baratro, affinché il negoziato riesca”. Niente inversioni a U, niente frenate. Perché è stando fermi, secondo il presidente del Consiglio italiano, che il baratro sarebbe più vicino. Il contatto tuttavia non sembra aver prodotto più di un piccolo miglioramento nel clima dei rapporti con un difficile interlocutore. ‟Ci siamo lasciati senza alcun passo avanti concreto, ma credo con le idee molto chiare nel colloquio tra le parti”, è stato il riassunto di Prodi sulla conversazione con Ahmadinejad alle sette di sera, l’una di notte in Italia. ‟Positivo, interlocutorio”, la sua definizione del colloquio, laddove il primo aggettivo è stato impiegato soltanto perché ‟le opinioni sono state molto chiare”, compresa quella del capo di governo italiano sul fatto che le parole di Ahmadinejad contro l’esistenza di Israele non favoriscono la stabilizzazione del Medio Oriente. ‟Ahmadinejad ha indicato che l’Iran è disponibile a negoziare, ma che occorre flessibilità da tutte e due le parti”, ha riferito un comunicato di Palazzo Chigi. Della necessità dell’incontro con il presidente della Repubblica islamica, il primo di un capo di governo dell’Unione europea, il Professore aveva parlato in mattinata al Council on foreign relations, punto di raccolta di persone influenti che si occupano di politica internazionale. ‟Sono convinto che il nucleare è usato strumentalmente per l’affermazione dell’Iran come potenza regionale”, ha sostenuto Prodi. Da tempo, del resto, ritiene che con il suo ascendente sugli sciiti sparsi per il Medio Oriente, la sua capacità di condizionare il mercato del petrolio e l’Iraq, il Paese di Ahmadinejad possa aprire cento fronti dannosi per l’Occidente, e che dunque per disinnescare potenziali esplosioni è meglio riconoscere all’Iran un ruolo di potenza dell’area. Anche se il colloquio chiesto dall’ex pasdaran è rimasto un appuntamento gestito da Prodi, Massimo D’Alema non ha seguito un’impostazione diversa e non ha messo fretta a Javier Solana, il rappresentante dell’Ue che martedì discuterà con il negoziatore iraniano Ali Larijani. ‟Bisogna vedere se alcune delle cose che chiedono gli iraniani sono compatibili con la disciplina sulla non proliferazione nucleare. Se lo sono, è difficile stabilire che non possono averla”, dice D’Alema. Giornata intensa. Nel suo discorso all’Assemblea generale, imperniato sul ‟rilancio del multilateralismo” e dell’Onu, Prodi ha ribadito l’obiettivo di far sentire la voce dell’Ue nel Consiglio di sicurezza anche se ciò sarà ostacolato da ‟resistenze”. Prima di cenare con il pachistano Pervez Musharraf, alleato contro riforme del palazzo di Vetro sgradite all’Italia, Prodi ha incontrato Kofi Annan, Abu Mazen e ha espresso valutazioni non scontate per gli americani. ‟Penso di aver fatto più io per l’amicizia tra Ue e Usa di altri, tenendo una posizione coerente rispetto a chi diceva: "Sono d’accordo con gli Usa ancora prima di sapere da che parte stanno"‟, ha affermato alludendo a Berlusconi. Poi, sul governo palestinese in gestazione con dentro Hamas: ‟Si devono accettare i risultati elettorali, perché è contraddittorio spingere per le elezioni e poi non accettarne gli esiti”.
Maurizio Caprara
Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …