A Francesco Fontana il Premio Mondello Opera Prima 2006. La motivazione
18 Ottobre 2006
La giuria del Premio Mondello formata da Antonino Buttitta, Franco Cordelli, Francesca Corrao, Roberto Deidier, Luigi Forte, Elia Giunta, Giulia Lanciani, Fausto Malcovati, Franco Marenco, Massimo Onofri, Walter Pedullà, Gianni Puglisi, Silvio Ramat, Natale Tedesco e Maria Pia Tosti Croce ha assegnato a Francesco Fontana il Premio Opera Prima per il suo romanzo L'imitatori di corvi.
La premiazione si è tenuta a Mondello il 25 novembre.
La motivazione
Probabilmente Fritz Zemanek, il protagonista del romanzo di Francesco Fontana che oggi premiamo, è l’ultimo antieroe moderno in un coacervo di sedicenti eroi postmoderni. E questo significa, nello spazio della pagina, disegnare una serie di motivi e di ascendenze che sembrano giungere al lettore come un felice anacronismo, se la storia della narrativa fosse e non lo è quel progetto lineare che genera spesso equivoci inquietanti. Fontana può così richiamarsi liberamente al magistero della grande tradizione mitteleuropea: certamente Grass, ma direi il Kafka dei racconti, visibilissimo, più che nell’ideazione del personaggio, nel suo tratteggio e nell’atteggiamento stilistico. La lingua, i gesti, le azioni, le vicende di Zemanek si iscrivono sullo sfondo di una Germania che vive la crisi di Weimar e si appresta a entrare nell’incubo del nazismo; eppure, nonostante il punto di osservazione resti quello appartato di un paese del Giura francone, la storia è qualcosa di più di un paesaggio umano, è il vettore che veicola e condiziona la vita del protagonista. Questo Kafka, addomesticato e opportunamente rivisitato, che prolunga le sue inquietudini attraverso presenze stranianti, figure da circo, spie e osservatori clinici, convince nella sua splendida inattualità, ovvero nell’ideare una metafora attuale una volta per tutte.
Mondello, 25 novembre 2006
La premiazione si è tenuta a Mondello il 25 novembre.
La motivazione
Probabilmente Fritz Zemanek, il protagonista del romanzo di Francesco Fontana che oggi premiamo, è l’ultimo antieroe moderno in un coacervo di sedicenti eroi postmoderni. E questo significa, nello spazio della pagina, disegnare una serie di motivi e di ascendenze che sembrano giungere al lettore come un felice anacronismo, se la storia della narrativa fosse e non lo è quel progetto lineare che genera spesso equivoci inquietanti. Fontana può così richiamarsi liberamente al magistero della grande tradizione mitteleuropea: certamente Grass, ma direi il Kafka dei racconti, visibilissimo, più che nell’ideazione del personaggio, nel suo tratteggio e nell’atteggiamento stilistico. La lingua, i gesti, le azioni, le vicende di Zemanek si iscrivono sullo sfondo di una Germania che vive la crisi di Weimar e si appresta a entrare nell’incubo del nazismo; eppure, nonostante il punto di osservazione resti quello appartato di un paese del Giura francone, la storia è qualcosa di più di un paesaggio umano, è il vettore che veicola e condiziona la vita del protagonista. Questo Kafka, addomesticato e opportunamente rivisitato, che prolunga le sue inquietudini attraverso presenze stranianti, figure da circo, spie e osservatori clinici, convince nella sua splendida inattualità, ovvero nell’ideare una metafora attuale una volta per tutte.
Mondello, 25 novembre 2006
L'imitatore di corvi di Francesco Fontana
Niederdorf, un villaggio nella regione del Giura Francone. Qui si svolgono le vicende del giovane Fritz Zemanek, l’imitatore di corvi del titolo, e degli altri ugualmente bizzarri personaggi. Fra questi: il padre, affetto da una strana forma di demenza complicata da afasia e balbuzie intermittenti,…