Solo il suo amico Hugo Chavez, mica per altro soprannominato ‟el mago de las emociones ‟, s'era spinto più in là. Ammiccando in diretta, il giorno di San Valentino, alla mogliettina: ‟Marisabel, mamaíta! Stanotte ti do il tuo!”. Con la lettera di scuse a Veronica, accompagnata probabilmente da un container di rose rosse, Silvio Berlusconi entra di diritto tra i protagonisti dei grandi fogliettoni planetari. Come Carlos Menem, il presidente argentino che finì su tutti i giornali del mondo per lo sfogo a caratteri cubitali di Zulema: ‟Se non pianti quella bionda faccio un colpo di stato!”. O Alberto Fujimori, il peruviano sbattuto fuori dal palazzo presidenziale dalla moglie Susana. O Ferdinand Marcos, il dittatore filippino così servizievole nell’accontentar la moglie mai sazia di scarpe da guadagnare un soprannome giocato sui doppi sensi: ‟un uomo d’Imelda”. Lo sapeva, il Cavaliere Azzurro, di avere esagerato con la sua fissa di recitare da playboy.
Dicono gli esperti di gossip che la goccia (le battute con Ayda Yespica e Mara Carfagna e Melissa Satta e altre ancora la sera dei Telegatti) ha fatto traboccare un vaso già pieno da giorni. Cioè da quando Dagospia aveva pubblicato l’intervista in cui Fabrizia Carminati, una delle prime vallette di Canale 5, ricordava non solo una storia lontana con l’allora re delle tivù (‟romanticismo? ‟ ‟10 e lode”. ‟Dolcezza?” ‟10 e lode”. ‟Simpatia?” ‟10 e lode. Anche a letto era da 10 e lode”) ma un incontro più recente: ‟Due anni fa mi candido alle Europee per Forza Italia e lui invita tutti ad Arcore per un incontro politico. Ritorno nella villa a distanza di oltre 20 anni, saluti, baci e abbracci di cortesia, poi si avvicina all’orecchio e, senza farsi sentire dagli altri, mi sussurra: "Comunque, sei sempre una bella figa...". ‟ Non bastasse, pochi giorni dopo aveva chiosato sulla operazione vascolare così: ‟Sono andato a Cleveland per venire incontro alle sollecitazione dei miei che volevano che mettessi un salvavita. Il mio cuore è bradicardico, perché in gioventù ho fatto un sacco di sport. Ora mi sento forte, giovane e prestante e sono pronto a innamorarmi ‟. Innamorarsi? È più forte di lui. Da sempre.
Amatissimo dalle ‟sue” donne come la bolzanina Michaela Biancofiore, l’unica che lo adora più ancora di Sandro Bondi ed è arrivata a definirlo sul Giornale ‟un figaccione ‟ (aggettivo solitamente poco usato per gli statisti), non c’è occasione in cui resista alla tentazione di giocare allo sciupafemmine. Talora con una certa leggerezza: ‟Vedo in prima fila rappresentanti di notevole livello estetico. Sapete che sono innamorato di mia moglie, ma non ho perso il senso estetico e noto delle gambe straordinarie che circolano”. Altre volte con sortite più grossolane, come la sera che, finita prima del previsto la festa di compleanno di un vecchio imprenditore di Parma, fece l’occhiolino ai presenti: ‟Da un lato è un grande dispiacere, non lo nascondo,ma dall’altro vi confesso che sono tutto contento di andarmene: faccio in tempo a tornare da mia moglie a farmi una bella ciulatina”. Convinto di intercettare gli umori di tutti i maschi del pianeta, ridacchia su Vladimir Luxuria dicendo che non lo ‟disturba affatto, è un concorrente in meno...”.
Chiude la campagna elettorale della Moratti invitando tutti a votare ‟la nostra lady di ferro! Guardate che bela tusa!”. Invita gli americani a investire in Italia perché ‟oltre al bel tempo e alla bellezza del Paese abbiamo anche bellissime segretarie!”. Saluta le ammiratrici di Cremona congratulandosi per le tre ‟t” della città: ‟Il torrazzo, il torrone, le tette”. Sdrammatizza le difficoltà sulla competitività internazionale dicendo che ‟la competitività è bello averla sulle ragazze ‟. Manda in delirio le sue adulatrici e in bestia le altre donne dicendo: ‟Sono incapace di dire di no, per fortuna sono un uomoe non una donna”.
Liquida le avversarie politiche ridendo di Rosa Russo Iervolino (‟anche l’orecchio vuole la sua parte”) o spiegando certi dolorini così: ‟Ho avuto un diverbio con una sindacalista della Cgil: mi ha fatto venire il colpo della strega”. Ringrazia un elettore che gli urla estasiato ‟Silviooo, sei una gran bella gnocca!” gongolando: ‟Grazie! È il complimento più bello della mia vita”. E poi si vanta di mille conquiste: ‟A noi i capelli sono caduti per le troppe fidanzate ‟. E corteggia le croniste al seguito: ‟Come siete belle, giornaliste: so io cosa farei se non fossi premier...”.Eva a Parigi e sospira: ‟Ho avuto delle fidanzate parigine”. Va a Berlino: ‟Ho avuto una fidanzata tedesca ‟. Incontra gli imprenditori turchi: ‟Ho avuto una meravigliosa fidanzata turca”. Incontra i dirigenti d’azienda e gigioneg gia: ‟Io ho risolto il problema della "riunionite acuta": ho fatto togliere le sedie dai tavoli dalle sale riunioni e così sono rimasti tutti in piedi. I tempi si sono ridotti da 3 ore a 20-30 minuti. Sono rimasti tutti contenti ed è cresciuta la produttività. Così, i muscoli delle gambe si sono rafforzati e le mogli erano molto più contente trovando i loro uomini più robusti e meglio predisposti a pagare il loro debito coniugale...”.
Il massimo lo diede nella conferenza stampa finale del G7 di Napoli, raccontando dell’ultima serata con Clinton e gli altri leader mondiali: ‟La Reggia di Caserta era bellissima. Mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Le fontane illuminate erano bellissime. Le signore stringevano gli occhi con un’aria romantica. A qualcuno ho detto: attenzione, sennò stanotte aumentiamo la prole”. Oddio, non è che gli stranieri apprezzino sempre. In una cronaca dell’International Herald Tribune Thomas Fuller narrava sarcastico come l’allora premier, durante una visita, avesse insistito per portare le giornaliste ‟al piano di sopra per vedere la vasca da bagno nella quale Gary Cooper ha lavato la schiena ad alcune signore”.
E non meno feroce fu, al di là dell’ex cortina di ferro, il resoconto del russo Kommersant sulla visita del Cavaliere allo stabilimento Merloni di Lipetsk: ‟Rivolto a Putin disse: "Voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella". Aveva già individuato la sua vittima. Si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa ‟. Lei si era scansata, proseguiva il giornale, ‟ma il signor Berlusconi in passato deve aver fatto esperienza con donne anche più rapide di questa: con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia”. Ogni tanto, fa la frittata. Come quando scatenò un incidente diplomatico con Helsinki non solo ridicolizzando la renna affumicata rispetto al prosciutto ma confidando: ‟Per portare l’authority alimentare a Parma ho rispolverato le mie doti di playboy col presidente finlandese Tarja Halonen ‟. I finlandesi sbarrarono gli occhi: come osa? Lui sospirò malinconico: ‟Ahi ahi, c’è una generale mancanza di umorismo... ‟.

Gian Antonio Stella

Gian Antonio Stella

Gian Antonio Stella è inviato ed editorialista del “Corriere della Sera”. Tra i suoi libri Schei, L’Orda, Negri, froci, giudei & co. e i romanzi Il Maestro magro, La bambina, il pugile e il canguro, I misteri di via dell’Amorino. Insieme a Sergio Rizzo ha scritto, per Rizzoli, La Casta, La Deriva, Vandali e Licenziare i  padreterni. Con Feltrinelli ha pubblicato Tribù s.p.a. Foto di gruppo con Cavaliere bis (2005), Bolli, sempre bolli, fortissamente bolli (2014) e Se muore il Sud (con Sergio Rizzo, 2013; Premio Benedetto Croce 2014).

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