Maurizio Caprara: Gli ostaggi italiani in Nigeria. Napolitano scrive a Obasanjo

13 Febbraio 2007
I due tecnici italiani dell’Agip che sono dal 7 dicembre nelle mani del Movimento per l’emancipazione del delta del Niger, Francesco Arena e Cosma Russo, hanno lanciato un altro appello addolorato chiedendo la propria liberazione. ‟Qui soffriamo le pene dell’inferno”, ha detto Arena. ‟Ci trattano bene, ma siamo tenuti in un accampamento militare con tutti i rischi che questo comporta, perché sono armati e sono soltanto degli adolescenti”, ha raccontato il tecnico in un’intervista ottenuta da Radio France International con il permesso dei rapitori. La descrizione sui sequestratori è stata inquietante: ‟Fra i 18 e i 23 anni. È pericoloso: giocano con armi e con dinamite”. La natura della zona non aiuta: ‟Ci sono serpenti dappertutto. Cadono addirittura dagli alberi”. Russo, l’altro italiano catturato con il libanese Imad Saliba: ‟Siamo qui da 64 giorni. Al governo italiano vogliamo soltanto dire che siamo stanchi. Siamo sicuri che lavorano per il nostro rilascio, ma bisognerebbe che facessero di più. Anche un miracolo, se necessario”. Che la Repubblica italiana si stia dando da fare lo indica il fatto che ad Abuja da ieri, con una delegazione della Farnesina e dell’Eni, c’è il viceministro degli Esteri Franco Danieli, titolare della delega per gli Italiani nel mondo. Sul sequestro, Danieli deve consegnare una lettera di Giorgio Napolitano al presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, e non si tratta del primo dei passi compiuti. ‟Romano Prodi ha parlato con Obasanjo in Etiopia, Massimo D’Alema ha scritto al presidente nigeriano. La situazione è complicata dal fatto che la Nigeria è in un periodo particolare. In aprile, si vota per presidenziali, Parlamento nazionale, governatori e Parlamenti locali”, ricapitola Danieli. Di più: c’è chi teme stato di emergenza e sospensione della Costituzione. Condizioni che non facilitano gli sforzi italiani. I sequestratori pretendono il rilascio di detenuti che il governo ad Abuja giudica criminali, più una quota dei proventi del petrolio per le popolazioni del delta. Obiettivi politici, per un sequestro di stranieri che dura più della media e che non pare risolvibile finora con un semplice riscatto in denaro. ‟Ho incontrato il ministro degli Esteri, professoressa Joy Egwu, e chiesto ancora un impegno del governo”, fa notare Danieli. E aggiunge: ‟C’è chi ha scritto che i rapiti sono stati abbandonati. Non sanno quel che si fa”.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …