Michele Serra: Lamaca di mercoledì 21 febbraio 2007
22 Febbraio 2007
Quello che avevo capito, del Partito democratico, era che intendeva semplificare la politica italiana accorpandone almeno alcune componenti. Ottima intenzione. Ma dal garbuglio di parole che si legge sui giornali, l’unica certezza è che la sinistra-sinistra, cioè quella nebulosa di partiti, componenti e correnti che si richiamano alla tradizione di classe, vede il progetto come il fumo negli occhi. Lo giudica una svolta moderata, punto e basta.
Lo scenario futuro, a quanto si può capire, prevede dunque infinite repliche degli attuali dissidi: da una parte un Pd moderato e governativo (e magari litigioso al suo interno ), dall’altra la sinistra antagonista o radicale che dir si voglia. In disaccordo su quasi tutto: Tav, basi Nato, politica estera, legge Biagi eccetera. La domanda ovvia di un elettore di centrosinistra, dunque, non può che essere questa: ma a che serve fare un nuovo partito se è destinato a replicare le vecchie, acide, inconcludenti divisioni della sinistra italiana? A meno che sia già stato messo in preventivo un utile, riposante congelamento della strategia politica, delle decisioni importanti, delle scelte di fondo, grazie a un nuovo, riposante periodo di opposizione. Ci si ritempra, a non governare. E si invecchia serenamente.
Lo scenario futuro, a quanto si può capire, prevede dunque infinite repliche degli attuali dissidi: da una parte un Pd moderato e governativo (e magari litigioso al suo interno ), dall’altra la sinistra antagonista o radicale che dir si voglia. In disaccordo su quasi tutto: Tav, basi Nato, politica estera, legge Biagi eccetera. La domanda ovvia di un elettore di centrosinistra, dunque, non può che essere questa: ma a che serve fare un nuovo partito se è destinato a replicare le vecchie, acide, inconcludenti divisioni della sinistra italiana? A meno che sia già stato messo in preventivo un utile, riposante congelamento della strategia politica, delle decisioni importanti, delle scelte di fondo, grazie a un nuovo, riposante periodo di opposizione. Ci si ritempra, a non governare. E si invecchia serenamente.