Maurizio Caprara: Faccia a faccia Prodi-Putin. “Tutto bene”

16 Marzo 2007
In un mondo che cerca nuovi assetti stabili, Russia e Italia agiscono in notevole sintonia per trovare soluzioni alle crisi con uno spirito costruttivo, basato sul metodo dei negoziati multilaterali tra numerosi Paesi. Vale per il Medio Oriente alle prese con il difficile parto del governo palestinese, vale per le incognite aperte dai piani nucleari iraniani, vale per il futuro non ancora deciso del Kosovo che inquieta la Serbia. È grosso modo questo il messaggio che Vladimir Putin e Romano Prodi intendono dare oggi a Bari quando si incontreranno per la seconda volta in poche ore, accompagnati però da pattuglie di ministri dei due Paesi. Stamattina comincia la giornata sotto i riflettori. Ieri, per il presidente russo atterrato nel pomeriggio a Pratica di Mare, è stata soprattutto quella dietro le porte chiuse. In quasi tre ore a Palazzo Chigi, l’ex agente del Kgb e l’ex presidente dell’Iri hanno trattato di temi dei quali ciascuno dei due si era occupato a suo modo, con maggiore o minore distanza: guerre effettive sparse nel mondo, guerre potenziali, energia. ‟Bene, bene, bene”, è stato il giudizio sul colloquio e sul pranzo con l’ospite russo che Prodi ha dato uscendo in serata per una passeggiata verso il Pantheon. Il presidente del Consiglio ha posto al capo del Cremlino anche la questione dei diritti umani in Russia, delle carenze nella libertà di stampa e di associazione. Lo ha fatto nel clima non ingessato di un incontro senza agenda rigida, di fronte a pochissimi collaboratori. Che il vertice di Bari porti passi in avanti immediati sul rispetto delle libertà nel Paese dagli undici fusi orari è comunque da escludere. Massimo D’Alema, prima ancora di affiancare Giorgio Napolitano al Quirinale nel primo colloquio romano di Putin della giornata, aveva usato parole rassicuranti per il Cremlino. Con Mosca, ha sostenuto il ministro degli Esteri, si possono avere ‟discussioni franche, ma nella logica del dialogo, non della contrapposizione”. D’Alema si è definito convinto che ‟dialogare senza riserve e preconcetti sia una scelta strategica, utile alla pace e all’equilibrio internazionale”. In altri termini: si potrebbero anche proclamare contrasti sui diritti umani, al limite, ma la bussola dei comportamenti effettivi manterrebbe come scopi principali la salvaguardia della stabilità della Russia, di relazioni non conflittuali. Secondo D’Alema non bisogna ‟ricreare nuove, anacronistiche barriere” ed esisterebbe ‟un impegno comune per l’equilibrio internazionale basato sul rispetto dei diritti umani”. Della Federazione di Putin siamo il terzo partner commerciale nel mondo, il secondo in Europa dopo la Germania. Questo aiuta a capire perché, tra i due Stati, difficilmente avranno conseguenze dirompenti denunce come quella del Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura, presieduto dall’italiano Mauro Palma. In base a un suo rapporto, in Cecenia vige un ‟clima di impunità” mentre ‟il ricorso alla tortura” da parte di forze di polizia e servizi di sicurezza ‟continua”.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …