Maurizio Caprara: Prodi. “Con Putin ho parlato di diritti umani”

16 Marzo 2007
In pubblico non l’hanno nominato, ma hanno calcolato le proprie mosse rispondendo di fatto a George W. Bush, all’unilateralismo a gamba tesa della prima fase della sua presidenza degli Stati Uniti che ha lasciato il segno sulla politica mondiale. Dopo il secondo incontro a porte chiuse in meno di 24 ore, a Bari, nel quale hanno parlato soprattutto di energia, Vladimir Putin e Romano Prodi hanno voluto rendere palese l’intesa di metodo che avevano raggiunto la sera prima a Palazzo Chigi. ‟Noi siamo accomunati con la Russia da una visione multilaterale del mondo”, ha messo in evidenza il presidente del Consiglio italiano davanti ai giornalisti con il presidente russo al suo fianco. ‟Le Nazioni Unite, il dialogo, il confronto tra tutte le parti sono l’unica via, e questo è dimostrato dal caso dell’Iraq, che ci consente di affrontare con successo ed efficacia le crisi del terzo millennio”, ha sottolineato Prodi. Putin ha rilanciato il messaggio. ‟Non è possibile risolvere con la forza i conflitti. Non c’è alternativa ai rapporti politici”, ha detto. E il Professore ha elencato i punti di convergenza riscontrati oltre a quelli su alcuni accordi economici, tra i quali uno tra Alenia e Sukhoi per produrre un aereo da cento posti e uno su un elettrotreno della Finmeccanica: ‟Abbiamo parlato di Kosovo, Iran, Libano, Afghanistan, del tormentato processo di pace in Medio Oriente. Su questi temi abbiamo deciso di mantenere uno stretto rapporto nel Consiglio di sicurezza dell’Onu”. È soprattutto al Palazzo di Vetro, nel Consiglio in cui l’Italia ha un seggio fino a fine 2008, che i criteri indicati ieri potrebbero trovare applicazioni specifiche. Di fronte ai rispettivi colleghi russi, a Bari c’erano i ministri D’Alema (Esteri), Parisi (Difesa), Mastella (Giustizia), Bersani (Sviluppo), Padoa Schioppa (Economia), Bindi (Famiglia), Mussi (Università). Con Sergei Lavrov, Massimo D’Alema ha riscontrato valutazioni comuni sui piani nucleari iraniani che comporteranno un’altra risoluzione dell’Onu. Né la Russia né l’Italia vogliono che le sanzioni a Teheran siano tali da pregiudicare di molto gli affari e l’avvio di un vero negoziato. Prodi ha riferito di aver parlato martedì con Putin ‟di libertà di stampa, espressione e associazione”. ‟Consideriamo prezioso il riferimento dei nostri due popoli alla carta dei diritti dell’uomo”, ha aggiunto esortando a farli diventare ‟realtà”. Prima di baciare in ginocchio le reliquie nella basilica di San Nicola, Putin ha sostenuto che in Cecenia c’è democrazia. E Prodi di non essere stato al corrente dell’asilo chiesto da un ministro ceceno.

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …