Ritorno a casa. Colloquio con Bijan Zarmandili

20 Marzo 2007
Giunto in Italia si è iscritto all’Università, ma lo studio non gli ha impedito di militare in quelle formazioni di sinistra costrette all’esilio dallo Scià. Dal 1980 ha iniziato la sua attività giornalistica e oggi è uno dei massimi esperti di politica iraniana. Ha esordito come narratore nel 2004, con La grande casa di Monirrieh (Feltrinelli). Il suo secondo romanzo, L ‘Estate è crudele, è la storia di un amore tra due giovani iraniani emigrati in Italia che decidono di tornare a casa e affrontare le persecuzioni della polizia segreta. Nonostante si sia sempre occupato di politica, Zarmandili si è tuffato nella narrativa senza riserve: come la maestra di Ulf e Percy. ‟Ho avvertito l’esigenza di trasformare le mie esperienze, soprattutto quella dell’esilio, in qualcosa di creativo. Solo raccontando queste storie sono riuscito a sciogliere i miei nodi irrisolti”. I protagonisti de L ‘Estate è crudele si conoscono a Roma ma decidono di tornare in Iran. Zarmandili non nasconde che il suo romanzo contenga elementi autobiografici: ‟Naturalmente ci sono riferimenti alla mia vita. Ma quella di Parviz e Maryam non è la mia storia, è quella di due giovani che realmente hanno cercato di costruirsi una nuova esistenza in Iran, con esiti tragici. Raccontando il loro viaggio ho ripensato al mio percorso, a quello che mi ha salvato”. L’Iran, oggi come allora, rimane al centro delle polemiche internazionali. Sulla questione del nucleare, sembra che Washington e Tehran non riescano a negoziare. ‟C’è una situazione di grande incertezza, entrambe le parti stanno ancora aggiustando le proprie manovre e conducono una guerra psicologica. Per ora assistiamo soltanto ad aperture virtuali: l’Iran partecipa alla conferenza di pace a Baghdad ma contemporanemente le navi da guerra americane affollano il Golfo Persico. All’indomani della guerra in Afghanistan gli americani sono stati lieti della collaborazione con l’Iran, ma dopo poco lo hanno relegato tra gli Stati canaglia”. Ma il comportamento di Ahmadinejad non indispone soltanto gli Stati Uniti. Anche gli iraniani cominciano ad essere stufi della sua politica: ‟Il regime sta perdendo consensi, ogni giorno di più. E se ne vanno anche quei vantaggi strategici che Teheran aveva guadagnato grazie alla popolarità conquistata da Hezbollah durante la guerra in Libano. Ahmadinejad è stato contestato sia alle elezioni amministrative che a quelle del Consiglio degli esperti. Per non parlare delle manifestazioni degli univesitari e dei gruppi etnici minoritari, come azeri e curdi. Inoltre la grande novità di quest’anno che in Iran sono riprese le lotte operaie e le proteste degli impiegati”.

L'estate è crudele di Bijan Zarmandili

Parviz e Maryam, studenti iraniani e attivisti contro il regime dello scià, si incontrano e si innamorano nell'estate romana del 1960. Richiamato in patria dal Partito, Parviz dice a Maryam che si rivedranno a Tehran: impossibile stabilire quando. E se.Un viaggio avventuroso attraverso la Germania,…