Bijan Zarmandili vincitore del Premio Vittorini 2007

14 Maggio 2007
La commissione giudicatrice del Premio Vittorini ha inserito L'estate è crudele di Bijan Zarmandili nella terna dei vincitori. Una Giuria Nazionale di Lettori esaminerà ora i tre testi e determinerà il vincitore del Superpremio Vittorini.
La cerimonia di premiazione si terrà a Siracusa il 25 giugno.

La motivazione
di Carla Riccardi, Professore ordinario di letteratura italiana dell’Università di Pavia

Parviz e Maryam sono due giovani iraniani che all'inizio degli anni Sessanta arrivano a Roma per studiare all'università: si formano culturalmente e intellettualmente in un'Italia ancora pacifica, ancora arretrata, sotto il dominio della Dc, ma percorsa dai fermenti del comunismo. Il contatto con il partito e con i fuorusciti iraniani perseguitati dal governo-regime dello scià Reza Pahlavi fa loro acquisire una coscienza politica. E, mentre maturano le loro scelte, nasce anche il loro amore profondo, delicato, tenero, che culminerà a Teheran nella nascita del figlio Keivan. A questi, ormai adulto, tocca di ripercorrere la storia dei genitori, cercandone le tracce in una Roma ormai
diversissima e ostile fino al cimitero in Iran, dove anche da morti Parviz e Maryam sono vittime dell'intolleranza dei nuovi vincitori: le lapidi delle loro tombe sono continuamente distrutte dai pasdaran che non vogliono due comunisti vicino ai loro martiri della rivoluzione.
L'estate è crudele, attraverso la storia privata di due protagonisti dell'opposizione comunista allo scià, in uno stile pacato, ma intenso, in una lingua semplice ed efficace, è un paradigma dell'intolleranza, della violenza di tutti i regimi, dell'insensatezza delle guerre e delle
persecuzioni politiche, insensatezza che tuttavia continua a ripetersi. E se Parviz riflette: "Aveva visto tanti uomini e donne devoti alla causa trasformarsi in politici arroganti (...). "Si mutano in carnefici, quando termina l'esaltazione del loro vittimismo, Keivan che, diventato ingegnere lavora alla centrale atomica di Bushehr, risponde, scettico, al nonno preoccupato delle minacce di bombardamenti americani: "Gli americani non sanno come uscire dall'Iraq, figurati se possono permettersi un'altra guerra. Gli israeliani? Chi lo sa, vedremo." E spegne senza un commento il televisore che trasmette le immagini delle torture di Abu Graib. Ma sono immagini che gli tornano alla memoria, anzi lo torturano nell'ultima pagina del romanzo, perché sa che quella violenza patita dai suoi genitori non finirà mai in nessuna parte del mondo, ma sa anche che la memoria è l'unica difesa, la memoria e l'amore, che gli fa vedere, come in un sogno, Parviz e Maryam, immaginati in tutte le loro età, a Roma, alla stazione Termini, in aeroporto, a Teheran, nel cimitero, giovani, adulti e anziani, vicini e uniti da un indistruttibile affetto.

L'estate è crudele di Bijan Zarmandili

Parviz e Maryam, studenti iraniani e attivisti contro il regime dello scià, si incontrano e si innamorano nell'estate romana del 1960. Richiamato in patria dal Partito, Parviz dice a Maryam che si rivedranno a Tehran: impossibile stabilire quando. E se.Un viaggio avventuroso attraverso la Germania,…