Maurizio Caprara: Onu, all’Italia un seggio nel Consiglio diritti umani

21 Maggio 2007
Un paio di mesi fa, in via del tutto riservata, nel governo italiano si era affacciata l’ipotesi di una rinuncia alla candidatura: la partita sembrava diventata troppo difficile da vincere, un azzardo. Ma ieri, superato da tempo quel dubbio, l’Italia è riuscita a ottenere un seggio nel Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti umani, l’organismo che dal marzo 2006 ha preso il posto di una Commissione per i diritti umani diventata famosa a causa del suo ruolo di tribuna per dittature feroci e non per progressi ottenuti nella difesa delle vittime di persecuzioni. Nell’Assemblea generale dell’Onu, a New York, l’Italia ha battuto la Danimarca con 101 voti contro 86. Per il primo dei due seggi riservati all’Europa occidentale, entrambe erano state superate dai 121 voti raccolti dall’Olanda. Il nostro Paese e la Danimarca si erano fermati a 114. Un pareggio al di sotto del quorum, 120, seguito da ballottaggio. Più ruvida la competizione nell’Europa orientale: la Bielorussia, dominata dal tardo-sovietico Alexander Lukashenko, è uscita sconfitta perché alcuni Stati occidentali hanno spinto a candidarsi la Bosnia, poi eletta. Il Consiglio per i Diritti umani ha sede a Ginevra. I suoi membri, dal mandato triennale, sono 47. Ieri sono stati scelti i 14 in carica dal 20 giugno al 2010. Ecco gli altri: Bolivia, India, Indonesia, Madagascar, Nicaragua, Filippine, Slovenia, Sudafrica, Egitto, Angola, Qatar. Gruppi per la difesa della libertà avevano invitato i 193 Stati dell’Assemblea a negare i voti agli ultimi tre. «Il risultato ha riconosciuto l’impegno e la credibilità del nostro Paese nella difesa dei diritti umani», ha dichiarato Romano Prodi ricordando l’azione contro la pena di morte. Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha ringraziato in particolare i sottosegretari Gianni Vernetti, che ha coordinato la campagna elettorale, e Bobo Craxi, che ha la delega sull’Onu. Vernetti, titolare di quella sui diritti umani, pensa già a che cosa chiedere nel Consiglio: ‟In Darfour andrebbe bloccato lo spazio aereo per evitare bombardamenti dal cielo. Va aiutata l’opposizione birmana di Aung San Suu Kyi...”

Maurizio Caprara

Maurizio Caprara (Napoli 1961), ha cominciato a fare il giornalista al "Manifesto" nel 1978. Dopo un periodo di collaborazione, nel 1982 è stato assunto al"Corriere della Sera", dove ha lavorato …